Macef dà forza alla ripresa dei casalinghi
LA RASSEGNA. Dal 9 al 12 settembre a Milano l'edizione autunnaleIn vetrina 1.700 espositori, 28 sono targati Brescia Bugatti (Fiac): «Il 2010 ha invertito la tendenza la ripresa premia chi ha investito in innovazione»
Il comparto dei casalinghi mostra timidi segnali di ripresa. E guarda con fiducia al Macef d'autunno, il salone internazionale della casa in programma a Fieramilano dal 9 al 12 settembre prossimi.
SE IL TEMA della rassegna di quest'anno è «The Italian Experience», riferito a quel misto di tradizione e innovazione che fa leva sulle Pmi, la capacità di trasformarsi per affrontare i mercati è alla base della possibile riscossa, dopo un 2009 tragico per il settore, anche a livello territoriale. Il business Bresciano, stimabile nel 2008 in quasi 500 milioni di euro, l'anno scorso si è ridotto di circa il 20%. Una frenata tutt'altro che finita, ma che sembra aver iniziato ad allentare il suo «peso». Segnali di ottimismo vengono dalla Fiac, l'associazione fabbricanti italiani articoli casalinghi (posateria, coltelleria, pentolame, vasellame, caffettiere), federata ad Anima e Confindustria e presieduta dal bresciano Virgilio Bugatti, leader anche della Ilcar di Lumezzane (gruppo La San Marco di Francesco Bugatti & C.). «Il 2010 ha cambiato tendenza - spiega -, si è aperto all'insegna della crescita del fatturato, non in modo omogeneo. Le aziende che hanno investito in innovazione hanno reagito meglio, ma si stavano preparando già da qualche anno. Gli altri, invece, hanno perso tempo e devono rincorrere, auspicando che lo facciano ora».
RESTA PERÒ aperta la sfida per un settore che uscirà profondamente trasformato dalla crisi, con diversi prodotti tradizionalmente realizzati in Italia destinati a lasciare spazio alla concorrenza del Far East. «Alcuni non sono recuperabili, come tutti articoli che necessitano di molta manodopera - spiega Bugatti -. Dove, invece, design e tecnologia sono importanti si può ancora vincere. In ogni caso non bisogna assolutamente rimanere fermi, ma allargarsi ai nuovi mercati. La scelta tra Medio Oriente, Est, Far East e Sudamerica va compiuta in base al tipo di proposta. E se il dollaro tornasse a crescere, tornerebbero appetibili anche gli Usa».
UNA DELLE STRADE da percorrere è quella della promozione: in questo ambito le fiere sono importanti. Partendo da questa convinzione si ripropone il Macef Autunno, 89a edizione, che si presenta al via con una vetrina espositiva ricca di circa 1.700 aziende, tra le quali ventotto targate «Bs». La quattro giorni degli affari (la mostra è riservata ai «professional», l'anno scorso è stata visitata da oltre 75mila operatori) si preannincia ricca di eventi e di iniziative pensati per dare valore al design e allo stile. I settori rappresentati sono l'alta decorazione, la tavola, argenti & cucina, oggetti da regalo, e da quest'anno verrà data una speciale visibilità anche a gardening e outdoor oltre ai settori bijoux, oro, moda & accessori. Attenzione rinnovata anche verso i buyer attraverso le operazioni di comarketing: Macef porta a Milano oltre 1.200 grandi operatori, molto ben profilati, che in parecchi casi hanno già in agenda appuntamenti d'affari con le aziende espositrici. Arrivano da oltre 20 Paesi tra cui Germania, Usa, Gran Bretagna, Francia, Spagna e il Far Middle East.
MACEF - sottolineano gli organizzatori - «si conferma quindi piattaforma per il business, a disposizione delle piccole imprese in cerca di un canale privilegiato per lanciarsi, per le medie aziende a "caccia" di nuovi mercati e per i grandi marchi che possono trovare in fiera un osservatorio di eccellenza sul loro settore».
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