Banca sul web, una corsa continua
L'INDAGINE. Il rapporto Nextplora - CommStrategy evidenzia la crescita a livello nazionale del rapporto in rete tra clienti e istituti di creditoGli utenti di conti online sono già arrivati a quota 15,5 milioni. Il prossimo passo sono i prodotti più complessi
La banca vuole «sparire». Non certo come business, ma solo a livello fisico visto che la nuova frontiera verso cui spinge la rivoluzione internet si chiama «dematerializzazione». L'anno scorso si parlava di «banca 2.0» per indicare il rapporto personale che cellulari e smartphone stavano costruendo tra un istituto di credito e utente. Quest'anno, invece, il miraggio è il virtuale con diversificazioni di strategie tra retail e business, nuovi livelli e ramificazioni del processo produttivo del credito.
I BONIFICI online, in base ai dati Abi, hanno ormai raggiunto il 30% del totale delle operazioni registrate dagli istituti. In questo ambito il sistema italiano è così in linea con le medie europee, situazione che non si verifica invece nel resto dell'e-commerce. La crescita dei conti online è certificata anche dal recente rapporto Nextplora - CommStrategy intitolato Next Bank 2.0: gli utenti di conti online in Italia a fine maggio scorso erano 15,5 milioni. Significa che, quasi la metà dei 33 milioni di titolari di conti correnti bancari in Italia, agiscono ormai anche sul web, e che oltre i tre quinti dei 24,2 milioni di internauti italiani sono anche titolari di un rapporto bancario in rete. I numeri, quindi, testimoniano che la banca online non è più un fenomeno di nicchia. I primi anni sono serviti a instaurare un rapporto operativo, consolidando l'apprendimento da parte degli utenti, la confidenza e la fiducia, superando le barriere relative alla percezione delle garanzie su sicurezza e privacy. Per raggiungere questi obiettivi gli istituti di credito si sono affidate soprattutto a prodotti leggeri, come le carte prepagate e le carte conto: sono facili e hanno conquistato una grande fetta di pubblico giovanile.
IL PASSO successivo è usare internet per prodotti bancari più complessi e a maggior valore aggiunto: piccoli prestiti, credito al consumo, mutui. Tutte operazioni che oggi richiedono ancora la presenza in filiale degli utenti. I singoli componenti ci sono già e le banche sono molto interessate perché il nuovo scenario, smaterializzando ulterioremente la rete di vendita, promette nuove opportunità. La rete fisica delle filiali conta meno, insomma, e questo promette di cambiare diversi fattori nelle strategie degli istituti. Se finora gli sportelli erano composti da amministrativi per gestire le operazioni e da consulenti, domani saranno sempre più «consulenti», che ogni tanto faranno anche qualche operazione.
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