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25 luglio 2014

Economia

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23.04.2011

«Attijariwafa», sbarca in città il colosso bancario marocchino

LA NUOVA APERTURA. Inaugurata in città la prima filiale locale di una banca non europea
Già presente in 22 Paesi, dal primo maggio operativa in via Milano


 Lo staff:  Said,  Esskelli,  Ayoub,  El Kadiri,  Chafai,  Boujaafar, Karmaoui
Lo staff: Said, Esskelli, Ayoub, El Kadiri, Chafai, Boujaafar, Karmaoui
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Ha aperto ieri al numero 10 di via Milano la prima agenzia bancaria non europea presente in città. Attijariwafa, il più importante istituto magrebino con sede a Casablanca, dal I maggio inizierà l'attività. L'obiettivo è raccogliere i risparmi delle comunità di marocchini, tunisini, e senegalesi presenti in città, ma non solo. Gli stranieri potranno trasferire denaro in patria, depositare sul conto corrente, chiedere un mutuo per la casa, un prestito per un'attività; i locali potranno servirsene per il commercio o per comprare anche loro un immobile di vacanza sulle coste nordafricane.
ATTIJARIWAFA è in Italia dal 2007, a Milano, Bologna, Padova, Torino ma come finanziaria, con circa 15mila clienti. Un colosso, terzo per importanza in Africa, con quattro milioni di clienti, presente in 22 Stati, di cui cinque europei, Francia, Belgio, Germania, Olanda, Spagna. Oltre alle succursali (25 solo in Francia) ha in giro per i continenti uffici di rappresentanza.
Si tratta di una realtà nata - come successo in molti casi anche in Italia - dall'unione di due banche. Il capitale è prevalentemente marocchino. Nel 2009 i depositi totali (che nei documenti ufficiali vengono espressi nella moneta marocchina, il dirham), erano pari a 19 miliardi e mezzo di euro; l'utile era pari a 343 milioni di euro.
IERI POMERIGGIO all'inaugurazione ha partecipato l'ambasciatore Abou Ayoub. «Questo ufficio è come un'ambasciata che promuove l'immagine di una nazione moderna, capace di stare nel mondo globalizzato - ha detto fra gli applausi- dà il segno di una vitalità raggiunta dopo anni di riforme. Sarà di appoggio ai nostri connazionali, con un forte significato non solo economico, ma sociale». Con l'ambasciatore sono giunti in via Milano pure il console Mouhieddine El Kadiri e i vertici manageriali, Mouwia Esskelli il presidente parigino, a cui l'Italia fa capo come il resto dell'Europa, Mariam Said, direttrice generale per le sedi italiane. «E' un altro passo della nostra strategia della prossimità, della politica di crescita esterna in un momento di importante sviluppo per il sistema bancario del nostro Paese» ha spiegato Said. L'agenzia bresciana aveva aperto in febbraio come finanziaria, cominciando ad acquisire un portafoglio di clientela, poi la scorsa settimana ha subito la trasformazione come tutte le filiali italiane. Lavora al momento con passaporto bancario francese. Da Torino proviene il direttore Mourad Karmaoui; con lui ci sono due collaboratori, Hanane Chafai e Ismal Boujaafar. Contatti sono stati presi in primis con i gruppi magrebini e senegalesi, con gli immigrati del Mali, Congo, Costa Avorio, Gabon, Burkina Faso dove esistono sedi importanti di Attijariwafa. Volantini pubblicitari sono stati distrbuiti nella moschea di via Corsica, nei negozi gestiti dagli stranieri, presso le associazioni etniche e il passa parola sta facendo la sua parte. Ieri le piccole stanze si sono affollate di uomini e donne agghindati a festa per l'occasione. «Marocchini senza frontiera» è lo slogan dei manifesti pubblicitari. Se a Milano ci sono altre due banche marocchine concorrenti, a Brescia per ora il terreno è vergine, ed a giudicare dal numero dei potenziali clienti la sede prescelta potrà dare grandi soddisfazioni.

Magda Biglia

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