Benetton verso l'addio ai listini di Piazza Affari
MERCATI. Il titolo vola su voci (smentite) di cessione a Zara e sull'uscita dalla Borsa. Oggi il cdaLa società: «Allo studio il lancio di un'Opa finalizzata al delisting» La Consob apre un'indagine e sospende le contrattazioni
MILANO Benetton si prepara a salutare Piazza Affari, dopo un quarto di secolo di quotazione sul listino milanese. Il cda di Edizione, la holding della famiglia di Ponzano Veneto che controlla il 67% del capitale, si riunirà oggi per valutare se «assumere la decisione di promuovere» un'offerta pubblica di acquisto finalizzata al delisting del gruppo di moda. L'annuncio del probabile addio alla borsa - dove Benetton era sbarcata nel 1986 - è arrivato dopo che qualcuno sul mercato aveva già subodorato le intenzioni di Edizione: l'altro ieri il titolo aveva chiuso con un balzo del 13,1% e anche ieri è partito a razzo, segnando un rialzo massimo del 9,3%, prima di essere sospeso (lo resterà fino all'esito del cda di oggi). Per spiegare lo strappo in mattinata si era sparsa l'indiscrezione circa un'alleanza con la spagnola Inditex (Zara), subito bollata come notizia «senza fondamento» da un portavoce di Ponzano Veneto. «In relazione all'andamento delle contrattazioni delle azioni ordinarie Benetton Group, Edizione srl, nella sua qualità di socio di controllo, informa che è attualmente allo studio il lancio di un'offerta pubblica di acquisto avente ad oggetto i titoli della società non ancora in possesso di Edizione srl medesima, finalizzata al delisting», ha spiegato una nota della holding. Il boom del titolo ha spinto i Benetton, affiancati da Mediobanca, a chiederne la sospensione e a convocare in tutta fretta il cda di Edizione così da arginare l'impennata del titolo e l'impatto sul prezzo dell'opa. I movimenti hanno insospettito anche la Consob che ha avviato accertamenti sull'operatività sul titolo per verificare che non ci siano stati abusi. Ci sarebbero indizi che qualcuno abbia potuto beneficiare della «soffiata» giusta. Prima di essere sospeso il titolo, che sconta un rialzo del 20% tra l'altro ieri e ieri, quotava 4,05 euro e attribuiva a Benetton una capitalizzazione complessiva di circa 740 milioni. L'offerta di Edizione - contando che Benetton detiene azioni proprie pari al 7,77% del capitale - interesserà poco più del 25% del gruppo di moda: ai valori attuali si tratta di uno sforzo di 185 milioni, al netto del premio che potrebbe essere offerto ai soci di minoranza per invogliarli ad aderire. E probabile che oggi Edizione faccia chiarezza anche sui motivi dell'opa, dietro la quale non sembra esserci null'altro che l'interesse a rilevare un titolo ai minimi dal 1991. Benetton ha intanto reso noti i risultati preliminari per il 2011 con ricavi stabili attorno ai 2 miliardi e un utile sceso del 31% a 70 milioni di euro, a conferma di un trend che prosegue dal 2008 (quando i profitti erano stati di 155 milioni). Per il 2012 l'utile resterà sotto la «pressione» dell'aumento del costo del debito, salito a 550 milioni e in relazione al quale Benetton dovrà rinegoziare linee di credito per 400 milioni entro settembre 2012.
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