Caseificio Stabiumi, c'è l'ipotesi concordato
TRIBUNALE E PROCEDURE. Sviluppi nella vicenda della società di Azzano Mella arrivata al capolinea nel novembre 2008. Una nuova proposta sul tavolo dei giudiciDomanda avanzata da Fis spa (guidata da Amato Stabiumi): prevede il pagamento dei creditori chirografari al 45% Un'operazione del valore complessivo di 10 milioni di euro
Una nuova possibile soluzione per i creditori della Caseificio Stabiumi Giacomo spa di Azzano Mella, arrivata al capolinea nel novembre 2008 (conti in passivo per 30 milioni). Dalla vicenda sono emersi anche risvolti penali per cinque persone (tra loro anche gli amministratori, Onorato e Giacomo Stabiumi), accusate a vario titolo di alcuni reati. SI CONCRETIZZA nella domanda di concordato fallimentare presentata in Tribunale a Brescia dalla Fis spa: la società - attiva nel settore immobiliare-edile - fa riferimento alla famiglia Stabiumi (tra i soci figurano Ginevra, Caterina e Amato Stabiumi che ne è l'amministratore unico). L'iniziativa prevede, in base a quanto emerso, il pagamento integrale delle spese di procedura e dei residui crediti privilegiati, mentre per i chirografari viene prospettato il 45%. Complessivamente l'operazione - «molto seria», spiegano fonti - ha un valore stimato in dieci milioni di euro. Contempla l'esecuzione del concordato ad opera di un professionista in tempi molto ristretti (90 giorni dall'omologa), è assistita da fideiussione bancaria già rilasciata. La parte immobiliare, costituita dall'opificio industriale di Azzano, sarà data in pagamento al creditore ipotecario, titolare di un diritto di importo molto superiore al valore del cespite per il quale sono già state esperite alcune aste per la vendita. Alla Fis spa saranno cedute le altre attività del fallimento, costituite essenzialmente da cause in corso verso terzi. LA PROPOSTA è ora al vaglio del curatore, Giuseppe Tebaldini (il giudice delegato è Gustavo Nanni), chiamato a esprimere un parere circa le prospettive di soddisfacimento alternative rispetto all'ipotesi concordataria. Successivamente passerà al Comitato dei creditori (composto da tre loro rappresentanti) e, se il vaglio sarà positivo, al voto di tutti gli aventi diritto: in questo caso il mancato dissenso comunicato entro il termine, contrariamente al concordato preventivo, sarà considerato come giudizio a favore. Se ci sarà la maggioranza, si passerà alla fase di omologa, quindi all'esecuzione che potrebbe entrare nel vivo entro l'estate.R.E.
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