Continua il braccio di ferro tra Eba e banche italiane
CREDITO. Il presidente Enria: istituti più forti. Abi: impatto su impieghiROMA Non si accorciano le distanze fra l'autorità europea Eba e le banche italiane. Malgrado le dichiarazioni rassicuranti della vigilia da parte della Banca d'Italia su un approccio «flessibile», l'audizione del presidente Eba Andrea Enria al Senato non convince l'Abi, che resta sulle sue posizioni paventando un impatto sui finanziamenti all'economia reale. Una stretta che Bce e Banca d'Italia peraltro certificano come già in atto da mesi. Enria cerca di spiegare con «il cuore in mano» ai senatori che lo tempestano di domande, critiche e richieste per oltre due ore, che il credit crunch parte da ben prima le decisioni Eba e che comunque l'Autorità si impegna a «evitare che l'esercizio di ricapitalizzazione sia causa di ulteriore impulso alla contrazione del credito». Le ricapitalizzazioni però, insiste Enria, vanno fatte perché «il rafforzamento patrimoniale non è la soluzione della crisi, ma non c'è soluzione che non passi attraverso il rafforzamento». Dopo aver trasmesso i piani alla Banca d'Italia (che Saccomanni ha definito «incoraggianti»), le banche nazionali attendono il consiglio Eba dell'8-9 e, soprattutto, il Consiglio Ue di marzo che potrebbe rivedere alcuni aspetti dell'esercizio. In ballo ci sono 15 miliardi di euro di rafforzamento entro giugno (7,5 miliardi tuttavia sono stati già raccolti da Unicredit nell'aumento), una cifra comunque inferiore a quella della Spagna, e un po' superiore alla Germania. L'Abi risponde in serata e dice di non essere «in linea di principio contraria al rafforzamento patrimoniale. Il problema è che queste misure devono essere contemperate con il ciclo economico». Enria spiega però che «non è sicura l'equazione meno capitale-più credito all'economia e più crescita». Peraltro la Banca d'Italia certifica come nel quarto trimestre del 2011 i criteri per la concessione dei prestiti alle imprese e alle famiglie abbiano subito un «significativo irrigidimento». E la Bce rincara che nei prossimi mesi ci sarà un ulteriore irrigidimento. COPYRIGHT
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