Fiat, conti 2011 record con le vendite Chrysler

INDUSTRIA. Il Lingotto presenta il bilancio: utile raddoppiato di Iveco-Cnh, dividendo per i soci
Gestione ordinaria a 4,1 miliardi di euro, il più alto della storia del gruppo, grazie ai risultati della Industriale di Detroit
02/02/2012
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Fiat, conti 2011 record con le vendite Chrysler

TORINO La Chrysler spinge i conti del Lingotto. Il primo esercizio dopo la scissione di un anno fa chiude bene per Fiat Spa e per Industrial (a cui fanno capo Iveco e Cnh): obiettivi superati. Se le due società fossero ancora insieme il risultato della gestione ordinaria sarebbe pari a 4,1 miliardi di euro, il più alto della storia del gruppo. Ai soci arriva anche il dividendo, senza cedola restano soltanto le azioni ordinarie della Spa. «È stato un anno eccezionale per il gruppo», commenta Sergio Marchionne, che dice di poter guardare «con serenità» a un 2012 difficile in Europa. I conti della Spa, che delibera l'emissione di bond fino a 3 miliardi di euro da collocare presso investitori istituzionali, volano grazie a Chrysler per il periodo giugno-settembre: l'utile netto sale a 1,7 miliardi di euro, grazie a un miliardo di proventi netti atipici dovuti in gran parte alla valutazione della quota della casa di Detroit al momento del consolidamento. CHRYSLER RISUSCITA. Senza la società americana sarebbe in pareggio. Aumentano anche i ricavi, pari a 59,6 miliardi di euro: qui il contributo di Chrysler è di 23,6 miliardi di euro (esclusa la casa di Detroit la crescita è del 4,2%, cioè 37,4 miliardi di euro). Chrysler torna in nero e chiude il 2011 con un utile netto, il primo dal 1997, di 183 milioni di dollari, su ricavi in aumento del 31% a 55 miliardi di dollari. L'anno si apre con un balzo delle vendite, salite in gennaio del 44% con il boom dei marchi Jeep e Chrysler. Per quest'anno Chrysler stima un utile netto di 1,5 miliardi di dollari, su ricavi per 65 miliardi di dollari. FIAT SPA E INDUSTRIAL. L'indebitamento netto di Fiat Spa si attesta a 5,5 miliardi di euro, 0,5 in più di fine 2010 soprattutto per effetto del consolidamento del debito netto di Chrysler (3,9 miliardi), dell'acquisto delle quote della società americana detenute dal Dipartimento del Tesoro Usa e del Canada (0,5 miliardi), e degli investimenti (5,5 miliardi). Per il 2012 Fiat Spa prevede, a causa «del livello di incertezza che riguarda l'evoluzione a breve dell'economia dell'eurozona», ricavi superiori a 77 miliardi, utile della gestione ordinaria fra 3,8 e 4,5 miliardi, utile netto tra 1,2 e 1,5 miliardi, indebitamento netto tra 5,5 e 6 miliardi. Per Fiat Industrial l'anno si chiude con un utile netto quasi raddoppiato, a 701 milioni, un utile della gestione ordinaria di 1,7 miliardi e un indebitamento netto che scende a 1,2 miliardi «per effetto della forte performance operativa», mentre la liquidità disponibile sale a 7,3 miliardi di euro (5,7 al 31 dicembre 2010). I ricavi ammontano a 24,3 miliardi (+13,8%), con incrementi significativi conseguiti da tutti i settori: le macchine agricole di Cnh, i camion di Iveco e i motori di Fiat Powertrain Industrial. Positive le previsioni per il 2012 nonostante gli ordini a gennaio per Iveco abbiamo visto un calo del 14% in Europa e una cresciuta del 4% in America Latina. UN 2012 NERO PER L'AUTO. Partenza in «profondo rosso» per il mercato dell'auto nel 2012. A gennaio le nuove immatricolazioni in Italia sono state 137.119, in calo del 16,93% rispetto a un anno fa (-16,92% per il Lingotto). Un dato mai così basso dai primi anni Ottanta, rileva l'Anfia, che in coro con tutti gli altri operatori del settore si appella al Governo per chiedere urgenti interventi strutturali per stimolare e rilanciare la filiera. Comunque Fiat Group Automobiles conferma a gennaio la quota di mercato di un anno fa, segnando il 29,47% contro il 29,46%.

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