Occupazione, il 2011 si chiude in «rosso»

BRESCIA E IL LAVORO. Lo scorso esercizio va in archivio con un progressivo incremento delle persone uscite dal mercato: la crisi ha colpito duro anche in provincia
Gli avviati scendono a 111.821 i cessati salgono a 123.217: la differenza risulta negativa per oltre 11 mila unità
03/02/2012

A livello nazionale si discute di riforma del mercato, di articolo 18, si fanno considerazioni e battute sul «posto fisso». A livello territoriale, oltre che seguire il dibattito, si guarda anche ai dati: numeri che a Brescia, in particolare quelli che riassumono le rilevazioni dei Centri per l'impiego della Provincia - riassumono un 2011 non certo incoraggiante sul fronte dell'occupazione. L'ESERCIZIO chiuso il 31 dicembre scorso «saluta» in rosso, considerato che la differenza tra tutti gli avviati (111.821) e i cessati (123.217) è negativa per 11.396 unità: una performance decisamente peggiore rispetto a quella del 2010 archiviato con un saldo di -7.403. Va precisato che parlando di avviati il dato si riferisce alle singole persone fisiche, conteggiate una sola volta anche se nell'arco dei dodici mesi sono interessate da più rapporti temporanei di lavoro. Il risultato finale è determinato in particolare da quanto riscontrato a partire da luglio. «Mentre nei primi due trimestri il flusso di avviati è risultato superiore a quello dei cessati - spiega Dario Pironi, direttore dell'Area sviluppo economico a Palazzo Broletto, dal terzo il trend si è invertito ed è andato progressivamente peggiorando». Il 2011 mostra un leggero calo delle donne «cessate» - 49.589 (il 40,25% del totale generale) contro le 50.099 del 2010 -, che però si scontra con un significativo rallentamento sul fronte degli avviamenti: 44.718 a fronte di 47.201 di dodici mesi prima. Gli extracomunitari si confermano una componente significativa nel mercato del lavoro provinciale con quasi 28 mila avviati, tutto sommato in linea con l'anno precedente; sul fronte delle uscite emerge un leggero incremento, da poco più di 27.200 a quasi 29.000. In calo gli italiani in «ingresso» (sia uomini, che donne), sostanzialmente stabili, oltre quota 44 mila, i maschi in uscita, mentre le femmine passano da oltre 39 mila a 38.245. IL 2011 si chiude conteggiando oltre 40 mila persone che, per la prima volta in provincia, dimostrato tramite i Centri per l'impiego la propria disponibilità al lavoro: un dato non indiffirente, che rafforza lo stock di quanti cercano lavoro oltre quota 85 mila in un territorio che, suo malgrado, è costretto ancora a fare i conti con i morsi di una crisi ancora dura da sconfiggere.R.E.