Anche la Ue «respira» E Scajola: già pronti 700 milioni per le Pmi
I segnali del rallentamento della recessione cominciano a toccare anche le piccole e medie imprese. L'indice Pmi dell'attività manifatturiera e dei servizi in Eurolandia rilevato ieri da Markit Economics ad agosto è salito a quota 50 rispetto ai 47 di luglio.
Si tratta del livello più alto da 15 mesi, da maggio 2008, ed è superiore alle stime degli analisti che puntavano su un rialzo a quota 48. La soglia 50 è molto importante poiché rappresenta lo spartiacque tra espansione e contrazione del ciclo. Il dato di ieri conferma quindi l'inversione di tendenza che alcune economie come quelle di Germania e Francia hanno già messo in atto riportando in positivo (+0,3%) il Pil del secondo trimestre del 2009.
L'Italia è ancora in ritardo e sindacati e Confindustria continuano a fare pressing sul governo per chiedere interventi.
L'analisi del presidente degli industriali, Emma Marcegaglia, è stata spietata, «servono nuove misure o l'autunno sarà difficile» mentre il presidente della Fiat Luca di Montezemolo invita a «tagliare le spese inutili degli enti locali» per «reperire fondi per lo sviluppo».
Il governo, da parte sua, cerca di rassicurare le parti sociali: «Mi pare che si possa dire che ci sono i primi timidi segnali di una ripresa che porterà l'Italia fuori dalla crisi meglio di come ci è entrata», ha sottolineato ieri in un'intervista al Tg2 il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola. E lo ha fatto annunciando un decreto che mette a disposizione «una prima dotazione» di 700 milioni di euro per gli investimenti innovativi delle piccole e medie imprese. «La politica industriale del Governo», ha spiegato, «scommette sui risultati di ricerca e sull'innovazione garantendo a chi può eccellere gli strumenti per affrontare il mercato globale. Il provvedimento», ha aggiunto, «risponde all'esigenza di utilizzare uno strumento selettivo e non generalista per il sostegno di investimenti produttivi e orientato al rafforzamento della competitività del nostro sistema industriale».
In particolare, si tratta di uno specifico regime di aiuti, istituito sulla base delle nuove regole comunitarie che, attingendo a diversi fondi e programmi, prevede agevolazioni per investimenti produttivi nelle aree tecnologiche, individuate dai «Progetti di innovazione industriale», per l'efficienza energetica, la mobilità sostenibile, le nuove tecnologie per il made in Italy, la vita e quelle innovative per i beni e le attività culturali, lo sviluppo di piccole imprese di nuova costituzione.
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