A Botticino l'omaggio del Papa a San Tadini

LE TAPPE IN PROVINCIA. Il paese è già vestito a festa. Spuntano stendardi e bandierine, gli operai lavorano sul sagrato e sul santuario spuntano i manifesti

In campo 250 volontari. Si lavora per ripianare i dossi stradali E dopo la tappa del pontefice messe, visite e festa fino a sera
04/11/2009
Zoom Foto
Un gruppo di bambini con le bandierine del Vaticano sul sagrato della Chiesa di Botticino FOTOLIVE

Botticino. Lungo la strada in salita che porta alla basilica di Santa Maria Assunta sventolano già le bandiere del Vaticano. Un tripudio di stendardi giallo sole che aspettano l'arrivo di Benedetto VI a Botticino Sera, dove renderà omaggio alle spoglie di San Tadini. E il paese si prepara ad accoglierlo: l'emozione cresce, gli operai lavorano sul sagrato, sulla facciata del santuario dove è stata riposta l'urna con le reliquie del santo, spiccano i manifesti di Tadini, e del Papa.
«DAL PUNTO DI VISTA spirituale questa visita è qualcosa di straordinario. La data d'inizio di quest'anno sacerdotale, il 19 giugno, peraltro, è la stessa in cui Arcangelo Tadini diventò prete». Una coincidenza che don Raffaele Licini, parroco di Botticino Sera, preferisce considerare un segno divino. «Il Papa arriverà da pellegrino, si inginocchierà di fronte a un parroco che prima di essere canonizzato, fu contestato dalla gente e dalla Chiesa: perchè Arcangelo Tadini era controcorrente, era un prete che voleva rispondere ai bisogni della sua comunità guardandola da vicino - ricorda don Licini -. Quello che un sacerdote dovrebbe fare oggi: riscoprire l'aspetto sociale del suo ministero, unire la preghiera all'azione concreta».
Benedetto XVI entrerà in basilica e pregherà davanti all'urna del santo che ha canonizzato il 26 aprile scorso in Vaticano. Sopra le reliquie, è stato appeso un quadro, che raffigura Tadini, realizzato nelle ultime settimane da Yuroz, artista armeno trapiantato a Los Angeles, che lavora per le Nazioni Unite: una tela dai colori sgargianti e i contrasti forti, dove il corpo del Santo appare solo per metà coperta dal fascio di luce che proviene dall'alto. «E' la sua metà prettamente spirituale, teologica. L'altra parte, invece, rappresenta l'uomo pragmatico, concreto, inserito nella comunità: l'ho capito studiando la sua storia prima di realizzare il dipinto - racconta l'artista -. E' simbolo di amore e compassione, di energia e carità».
ACCANTO A LUI siede monsignor Raffaele Minassian, patriarca di Gerusalemme, arrivato a Botticino per la visita del Papa. «Visita che per noi è un evento incredibile, anche se questo percorso spirituale nel segno di Tadini è iniziato mesi fa», spiega il sindaco Mario Benetti. All'importanza dell'aspetto religioso si affianca poi la portata della mobilitazione logistica per imbastire la rete di sicurezza. «A Botticino saranno circa 250 i volontari, tra protezione civile, alpini e fedeli. Per la viabilità non ci saranno proiblemi: unica cosa, dovremo appianare i dossi», anticipa Benetti. Ma in paese sarà un'intera giornata di festa, religiosa e non.
Dopo la partenza del Papa, alle 10.30, la messa in basilica, poi il pranzo in oratorio, aperto fino a sera. Nel pomeriggio visite guidate: alle cave, al museo del marmo, alle cantine, alla Casa Madre delle suore operaie, e , in canonica, la proiezione della mostra multimediale sul Tadini. E per ricordare a Benedetto VI il sacrificio dei cavatori, il consorzio Marmo Botticino Classico ha realizzato un monumento che sarà posizionato tra la biblioteca e il sagrato: 1.500 quintali che incarnano il legame tra passato, presente e futuro delle tradizioni di questi luoghi.

Mara Rodella


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