Rapinatore armato di coltello
respinto con uno...spazzolone
IDRO. Un locale di Lemprato ha fatto da sfondo a un episodio preoccupante e comico insieme La reazione decisa d'una barista che all'alba faceva le pulizie ha messo «ko» l'aggressore svanito nel nulla a mani vuote
Idro. La cronaca registra non pochi episodi di rapine fallite per la reazione imprevedibile delle vittime. Qualcuno si è liberato degli aggressori usando semplicemente le mani; altri ricorrendo alle armi. Ieri, invece, una donna di Idro ci è riuscita brandendo uno spazzolone per le pulizie: è stato così che la signora Ermene ha messo in fuga un rapinatore che le puntava addosso un coltello.
Era l'alba quando un rapinatore, probabilmente già appostato da un po' fuori nel buio, ha aspettato che la dipendente della gelateria «Bounty», un locale che si affaccia sul lungolago di Lemprato di Idro, aprisse il bar per i primi clienti che si fermano a fare colazione: pensava di coglierla di sorpresa e di farsi evidentemente consegnare i soldi in cassa. Ma lo sconosciuto non ha fatto i conti con il temperamento della signora.
Dopo aver constatato che non c'erano persone nei paraggi, con il volto coperto da un passamontagna l'aggressore è saltato fuori all'improvviso e, impugnando appunto un coltello, ha minacciato la donna mentre era intenta nelle pulizie.
Come ogni mattina la nostra interlocutrice stava passando lo straccio sul pavimento approfittando che ancora nella gelateria non era entrato nessuno; e quando è uscita per prendere una scopa si è trovata faccia a faccia con una persona mascherata che le puntava una lama contro. «Dammi i soldi altrimenti ti ammazzo», ha urlato il malvivente senza immaginare di certo la reazione che ha scatenato.
La signora Ermene, una persona di carattere, non ci ha pensato un secondo, e usando lo spazzolone ha spintonato l'intruso fino a farlo barcollare, e sempre tenendolo fuori dal Bounty. Subito dopo si è chiusa all'interno dell'esercizio, ha iniziato a urlare per richiamare l'attenzione e ha chiamato i carabinieri mentre il rapinatore (non è escluso che si sia trattato di un'altra donna) se la dava a gambe e a becco asciutto. Pochi minuto, dopo sul posto è arrivata una pattuglia del Radiomobile di Salò, che ora indaga sull'episodio coi colleghi della stazione di Idro.
«Sulle prime ho reagito senza pensarci - racconta la protagonista di questa storia - ma poi è subentrata la paura: mi puntava il coltello verso la pancia e avrebbe potuto farmi del male; sono ancora spaventata». Lo stupore e la sorpresa per la reazione hanno giocato a favore della barista, che solo dopo, a mente fredda, si è spaventata a morte.
L'episodio in questione, va detto, ha pure un lato comico, e molti avrebbero pagato per poter assistere alla scena dell'assalto e dello spazzolone. Ma ironia a parte, anche questo contribuisce ad accrescere la preoccupazione che già serpeggia fra titolari e gestori di locali pubblici soprattutto se donne. «Certo non pensavo che potesse accadere di mattina, ma ormai è da qualche tempo che non mi fido più a fare il turno di chiusura da sola - commenta Cristina, la titolare della gelateria Bounty -; non ci si può fidare».
Mila Rovatti
