«Piazzale Vivanti, non è questione di soldi»

L'ASSEMBLEA. Grande partecipazione all'incontro tra cittadini di Mompiano ed esponenti dell'amministrazione comunale dopo le mille firme raccolte in una petizione

Il Comune nega di voler fare cassa con l'operazione e promette di valorizzare il quartiere nel nuovo Pgt Tante domande, ma le risposte non convincono tutti
  • 09/02/2010
 
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Un progetto al computer del «futuro» piazzale Vivanti

Brescia. Domande tante e precise, risposte «generiche e vaghe», almeno a detta di qualcuno. Gli abitanti di Mompiano erano davvero tanti ieri sera all'assemblea sul tema piazzale Vivanti organizzata dalla Circoscrizione nord, dopo che mille cittadini l'avevano chiesta con altrettante firme.
A rispondere si sono presentati gli assessori all'Urbanistica Paola Vilardi e alla Mobilità Nicola Orto, presenti il presidente della Nord Marco Rossi e il coordinatore della commissione ambiente e territorio Giorgio Tinti, il presidente della commissione Urbanistica della Loggia Marco Toma.
[FIRMA]UNA RASSICURAZIONE, tuttavia, i cittadini l'hanno ottenuta. Per preciso impegno di Vilardi hanno avuto la garanzia che piazzale Vivanti non sarà merce di scambio, che il Comune non vuole fare cassa con le volumetrie inizialmente previste sul piazzale dalle opere complementari alla metropolitana. Hanno avuto assicurazione, insomma, che un'edificazione ci sarà, ma se ne potrà discutere. E la questione viene rimandata ai focus partecipativi previsti dall'iter del Piano di governo del territorio da fine febbraio, al massimo dai primi di marzo. Forse era ciò che a loro premeva di più.
Il Pgt in fieri, peraltro, l'ha fatta un po' da padrone durante l'assemblea. Alle domande gli assessori hanno risposto che molto si deciderà in quella sede, con l'impegno che in ossequio alla legge tutto verrà fatto con la partecipazione dei cittadini. Tanto? Poco? Per qualcuno la cosa è suonata come un prendere tempo.
Anzi, il coordinatore Pd della zona nord ha avanzato persino il dubbio che sia uno stratagemma «per non mettere a confronto con i cittadini l'idea generale che il Comune ha su Mompiano».
ANCHE PERCHÉ le richieste erano precise. Oltre alle perplessità sulle costruzioni annunciate in piazzale Vivanti, i mille firmatari volevano sapere quale sia il futuro riservato all'area del Rigamonti, che vorrebbero riqualificata come centro sportivo dopo lo spostamento dello stadio. Hanno chiesto cosa si farà per difendere il commercio, per i parcheggi, per la viabilità interna.
Al riguardo hanno espresso perplessità sul progetto a due carreggiate e quattro corsie per viale Europa, che «taglierebbe in direzione nord-sud un quartiere sviluppato da est a ovest». Hanno insistito sulla salvaguardia delle ricchezze ambientali, dal Parco delle colline alla Valle di Mompiano, alla ex Polveriera, e in generale sulla difesa delle aree verdi.
MA FORSE non tutti sono tornati a casa con le risposte che cercavano. Vilardi ha annunciato in anteprima la decisione del sindaco Paroli di avere due aree per circoscrizione da destinare a palestre sul modello di quella di Caionvico. Ma non ha aggiunto molto di più, anche se qualche consigliere di maggioranza sottolinea che lo stesso sindaco ha espresso l'idea di fare una palestra con pista di atletica e connessi sul sito dello stadio, da integrare con le nuove piscine, e a collegare a piazzale Vivanti con un corridoio verde. «Valuteremo cosa fare al posto dello stadio, che verrà spostato a S. Polo - ha detto - e possiamo raddoppiare il parco Castelli».
SUL PARCO delle Colline «bisogna piuttosto chiedersi se ha senso che alcuni Comuni rimangano e non entrino altri che vorrebbero - dice Vilardi -, e in ogni caso è un tema che stiamo valutando». Sulla ex Polveriera spiega che è ancora soggetta a bonifica dagli ordigni bellici e «finchè non sarà finita nessuna progettazione sarà possibile». Va da sé che qualcuno, il rappresentante dei «Gnari» di Mompiano, replica che non c'è bisogno di andarci di persona per avviare una progettazione. Ma l'assessore promette il ripristino dell'isola ecologica e attenzione al verde di quartiere.
LA VOCE DEL PD, poi, insiste sulla inutilità di altre volumetrie «quando in città ci sono 5 mila vani invenduti pari a un paese come Lograto o Chiari». E promette di trasformare le indicazioni emerse ieri sera in osservazioni al Pgt.
Anche Orto si rifà al Pgt e assicura che in quella occasione ci sarà attenzione ai marciapiedi, alle piste ciclabili, all'intermodalità dei trasporti anche in vista del metrò e ai parcheggi come elemento strategico del futuro sistema di mobilità.
Anche lui dichiara disponibilità a discutere quanto previsto, ma con la precisazione che «non consentirò la realizzazione di opere che mettano in discussione la mobilità». E difende la scelta delle strada ad alto scorrimento tra Triumplina, via dello Stadio e viale Europa, anche per la presenza di servizi sovracomunali come il Civile e l'Università. E nella stessa logica, «c'è un accordo con la Provincia per la tangenziale est».
Sono state oltre due ore di confronto pacato, e ben organizzato dalla regia del presidente Rossi. Ma chissà se hanno soddisfatto i mille.

Mimmo Varone

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