Angolo: stop a Minini. Orzinuovi: è tutto ok

COMUNALI 2009. Valutati ieri dal Tar di Brescia i ricorsi elettorali per i due comuni dove i sindaci si erano affermati per pochissimi voti. A giorni le motivazioni

Una «doccia fredda» in Valcamonica azzerati gli eletti con un'incognita: i giudici lasciano aperte due strade nuove elezioni o ribaltone?
12/02/2010
Zoom Foto
I magistrati del tribunale amministrativo regionale di Brescia

Provincia. Una conferma e uno stop che potrebbe portare addirittura ad un ribaltone. Il Tar di Brescia ha detto la sua, ieri sulle elezioni comunali di Orzinuovi e Angolo Terme, i due comuni dove i sindaci usciti dalle urne del 6 e 7 giugno scorso si erano affermati per due e un voto.
Ed è stato proprio dove lo scarto era di una sola scheda che i magistrati hanno deciso che nelle fasi di spoglio qualcosa non ha funzionato. Un verdetto che, anche in mancanza delle motivazioni (attese per i prossimi giorni) fissa un principio che colpisce duro la Lega Nord di Angolo e il sindaco in carica, l'ex assessore provinciale Riccardo Minini: l'esito delle elezioni è stato annullato nella misura in cui i giudici, accogliendo il ricorso dello sfidante Lucio Gagliardi, hanno «stracciato» i verbali con i quali sono stati proclamati gli eletti. La decadenza di sindaco e consiglio lascia apre ora un'incognita, che il Tar al momento non scioglie. Riservandosi di rendere pubbliche le motivazioni della sentenza entro una quindicina di giorni, infatti, spiegherà in quella sede come vanno riconteggiati i voti dopo che, nelle scorse settimane, alcune schede contestate erano state riesaminate in Prefettura.
Il futuro sul punto è quantomeno incerto anche a giudizio dei due contendenti. Secondo Gagliardi, che aveva ottenuto 666 voti, le schede contestabili erano almeno tre. Numero sufficiente per ribaltare a suo favore l'esito delle urne. Riccardo Minini, al contrario, ritiene che le schede dubbie siano meno tanto che i giudici potrebbero decretare un pareggio. Certo è che anche ieri davanti al Tar la discussione è stata aspra, con l'attenzione concentrata soprattutto su due schede: una presunta ipotesi di voto disgiunto (impossibile in comuni sotto i 15 mila abitanti) e una scheda che indicava il nome di un candidato inesistente, voti entrambi considerati validi e attribuiti a Minini. L'annullamento di una o di entrambe le schede potrebbe quindi determinare, rispettivamente, un pareggio (con conseguente commissariamento del Municipio e ripetizione delle votazioni) o, addirittura, un ribaltamento di fronte con la proclamazione di Gagliardi.
«È un caso molto complesso - conferma a Bresciaoggi l'avvocato Alessandro Asaro, legale del ricorrente -, sono soddisfatto per l'accoglimento del nostro ricorso, lo sarò ancora di più quando sapremo come il Tar ha riconteggiato i voti». Ispirati alla cautela anche i commenti dei protagonisti del contenzioso. «È stata una doccia fredda – ha commentato Riccardo Minini -, un po' di timore c'era, ma non ce l'aspettavamo. Bisogna capire adesso cosa succederà». All'incertezza di Minini si associa quella di Gagliardi in bilico tra il paradiso della fascia tricolore e il purgatorio del pareggio, che lo ributterebbe in piena campagna elettorale. «Il giudice non ha detto che sono io il nuovo sindaco, quindi la situazione non è ancora chiara. Per ora l'unica cosa certa è che il consiglio è decaduto». Persino sulla controffensiva, lo stesso Minini è cauto: «sto valutando se ricorrere al Consiglio di Stato. Ma per ora è difficile decidere. Di sicuro in questi mesi non siamo stati con le mani in mano e, se si torna al voto, io ci sarò». Anche in questo caso - sottolineano gli esperti - ci si troverebbe davanti ad un altro bivio: un ballottaggio fra i candidati in parità o un primo turno ex novo? La giurisprudenza non è di molto aiuto: nei rari casi registrati in passato si sono scelte entrambe le strade.

Eletta Flocchini




commenti

partecipa. inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.