Ora il Festival pianistico si «tuffa» nell'acqua
RASSEGNE. Presentata a Milano la 47a edizione che prenderà il via il 19 aprileQuesto elemento e i suoni della natura saranno il tema conduttore delle varie esecuzioni Spazio anche ai giovani artisti
Milano. L'acqua come elemento primordiale di vita di tutti gli esseri viventi, elemento fondamentale della vita dell'uomo. «Water music. I suoni della natura» è dunque il titolo scelto per la 47+a edizione del Festival pianistico internazionale di Brescia e Bergamo presentata ieri mattina a Milano da parte del direttore artistico Pier Carlo Orizio. E non si tratta certo di un omaggio alla celebre «Musica sull'acqua» di Händel, quanto di un più ampio panorama delle musiche che nei secoli i compositori hanno dedicato non solo al tema dell'acqua ma anche ai suoni della natura.
L'«anteprima» del Festival quest'anno di svolge al teatro Grande di Brescia il 9 aprile, per un concerto che vede come direttore, Vladimir Ashkenazy alla guida della sfavillante Orchestra Giovanile della Comunità Europea: e proprio lì troviamo infatti il primo accenno al tema annunciato, quello dell'acqua nel poema sinfonico di Ottorino Respighi, «Le fontane di Roma», vero e proprio gioiello di timbri, un pezzo che sarà affiancato da «Till Eulenspiegel» di Richard Strauss.
E poi il tema del mare, che troveremo trattato in vari modi nei programmi di questo 47° Festival: dal poema sinfonico «La Mer» di Debussy nel concerto del 29 maggio al «Toward the Sea II» di Takemitsu il 30 aprile, mentre è un celebre fiume, «La Moldava», a dominare la serata del 22 maggio.
Tanti altri accenni andrebbero fatti: ci limitiamo a segnalare la Sonata «La Primavera» di Beethoven per violino e pianoforte e un'altra «Primavera», quella delle Sinfonia n. 1 di Robert Schumann; la Sinfonia n. 6 di Beethoven, la «Pastorale».
Anche quest'anno al teatro Grande di Brescia approderà una nutrita serie di artisti di grande interesse, non solo pianisti, ma anche molti gruppi orchestrali.
Dopo l'Orchestra Giovanile della Comunità Europea avremo l'Orchestre des Champs-Elysées diretta da Philippe Herreweghe con Alexander Lonquich al pianoforte solista, o la BBC National Orchestra of Wales guidata da Thierry Fischer e con il pianista Nicholas Angelich per il Concerto «Egiziano» di Camille Saint Saëns, e ancora la NDR Radiophilharmonie di Hannover diretta da Eivind Gullberg Jensen, con la pianista georgiana Khatia Buniatishvili per il Concerto op. 16 di Robert Schumann, del quale cade quest'anno il bicentenario della nascita. Altri grandissimi appuntamenti quelli con la Seoul Philharmonic Orchestra diretta dal celebre Myung-Whun Chung, e la Dohnányi Orchestra Budafok guidata dal bresciano Umberto Benedetti Michelangeli. La direzione artistica ha voluto anche mettere in risalto altri nostri talenti, come l'Orchestra del Festival che sarà diretta da Agostino Orizio nel concerto dedicato alle vittime della strage di piazza della Loggia, ma anche il pianista bresciano Federico Colli accanto alla violinista Lucia Luque il 13 maggio; la collaborazione fra l'Orchestra del Festival e il Coro del Conservatorio «Luca Marenzio», con Pier Carlo Orizio direttore e il pianista Kit Armstrong, per un programma che tra l'altro prevede l'esecuzione di un brano scritto appositamente da Mauro Montalbetti.
E Chopin? Questo è il suo anno e il Festival gli dedica un'intera serata con il pianista Roustem Saïtkoulov e alcuni dei brani più famosi, dal Preludio op. 45 agli Studi op. 10 e gli Studi op. 25. Molti i giovani e giovanissimi talenti del pianoforte: tra questi Nicholas Angelich, Arcadi Volodos, Yuja Wang, Roberto Cominati e Giuseppe Albanese; accanto a loro mostri sacri come Alexander Lonquich e l'ormai immancabile Grigory Sokolov. E altri grandi e amati artisti come Uto Ughi Viviane Hagner per il violino.
Luigi Fertonani
