Dramma a Canton Mombello:
26enne si impicca nel bagno
IN CARCERE. Il giovane tunisino era stato arrestato il 16 febbraio, nel penitenziario era arrivato il giorno successivo Soccorso dai quattro compagni che rientravano dall'ora d'aria La direttrice: «Le condizioni di detenzione sono difficili»
Brescia. Ha tolto le lenzuola dal letto, le ha legate ben salde a un tubo in bagno e all'estremità opposta ha creato un nodo scorsoio, ci ha infilato la testa, ha gettato un'occhiata ai pochi metri di cella in cui aveva trascorso gli ultimi giorni, e poi si è lasciato cadere, le ultime immagini di vita soffocate dal ruvido tessuto.
È MORTO COSÌ, l'altro pomeriggio un detenuto tunisino di 26 anni (avrebbe compiuto i ventisette il prossimo 4 aprile). Il giovane si è sucidato nella sua cella verso le 15.30 mentre i quattro compagni erano fuori ai passeggi, per l'ora d'aria. Sono stati i compagni a trovarlo in bagno, agonizzante, ma ancora vivo. I detenuti hanno dato l'allarme, un agente della polizia penitenziaria ha cercato di fare il possibile, i soccorritroi del 118 sono arrivati in pochi istanti, ma il 26enne non ce l'ha fatta.l detenuto è morto alle 16.30 al pronto soccorso dell'ospedale Civile, inutile ogni tentativo di medici di rianimarlo. La salma del giovane è stata composta all'obitorio dell'ospedale Civile, in attesa delle disposizioni della magistratura.
Il cittadino tunisino era arrivato a Canton Mombello solamente da sei giorni. Era stato arrestato per detenzione ai fini di spaccio il 16 febbraio dagli agenti di Polizia locale e il giorno successivo era stato trasferito in cella. Da Canton Mombello era già passato in precdenza, per lui non era la prima volta. Forse proprio il ricordo delle precedenti detenzioni può averlo spinto alla scelta estrema..
La notizia del suicidio è stata diffusa dal segretario generale della Uil Pubblica Amministrazione penitenziari Eugenio Sarno.
«Si tratta -ricorda il segretario Uil - dell'ottavo suicidio in cella del 2010 (l'ultimo a Spoleto il 29 gennaio, il 15 gennaio a Milano, il 13 a Massa Carrara, il 7 a Verona, sempre il 7 a Sulmona, il 5 a Cagliari e il 2 a Altamura). È un triste ritorno alla realtà, che impone di trovare quelle soluzioni che ancora non si intravvedono nonostante la dichiarata buona volontaà del Dap e del ministero. Non può essere la polizia penitenziaria a surrogare i compiti di assistenza psicologica necessaria, anche se è utile sottolineare che dal primo gennaio sono ben 19 i tentativi di suicidio sventati dal personale di sorveglianza».
Anche la direttrice del carcere di Canton Mombello. Maria Gabriella Lusi, non nasconde che la situazione sia complessa: «Il personale ha dato atto di attenzione e umanità, ma le condizioni di detenzione sono difficili».
E Alessandro Litta Modignani, candidato a Brescia nella Lista Bonino-Pannella non esita a definire il carcere di Brescia «il peggiore di tutta la Lombardia» invocando misure urgenti «ampia amnistia e riforma della giustizia».
Wilma Petenzi
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