Teenager, «maggioranza deviante»

LA RICERCA. L'allarme della cooperativa Il Calabrone: non sono più i singoli ad essere «pericolosi», è il gruppo a spingere fuoristrada. Il 77% dei giovani (età media 18 anni) ha usato almeno una volta una sostanza stupefacente. E l'uso della coca è doppio rispetto al resto d'Italia
06/03/2010
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Il 77% dei giovani ha usato almeno una volta una sostanza stupefacente

Brescia. Se una volta chi consumava sostanze stupefacenti era bollato come «giovane deviante», oggi esiste addirittura una «maggioranza deviante», dal momento che consumare droga pare diventato per i ragazzi bresciani un comportamento largamente diffuso.
IL DATO ALLARMANTE emerge da una ricerca condotta dalla cooperativa «Il Calabrone» (con la consulenza statistica di un ricercatore dell'Università di Firenze) su 1124 ragazzi che nel 2007 frequentavano la classe quarta delle scuole superiori cittadine, dalle professionali ai licei agli istituti tecnici.
Età media 18 anni, equa ripartizione fra maschi e femmine, la peculiarità della ricerca, a differenza di altre già realizzate, è stata quella di focalizzarsi sulla città per conoscere meglio abitudini e stili dei più giovani. Dall'indagine, presentata nel corso di un convegno promosso dal Comune nel salone Savoldi di piazza Repubblica, emerge che tre ragazzi su quattro (il 77 per cento) hanno sperimentato l'uso di sostanze stupefacenti (alcol compreso) almeno una volta nel corso della vita, e il 46 per cento ha utilizzato almeno una volta sostanze illegali (cannabis, cocaina, popper, ecstasy e simili). La trasgressione più «sperimentata» è l'alcol (il 76 per cento dei ragazzi dice di essersi ubriacato almeno una volta), seguito dalla cannabis con il 44 per cento, il popper con il 20 (si tratta di un inalante a scavalco fra le sostanze considerate lecite e quelle illegali) e la cocaina con il 9 per cento, mentre l'eroina è la meno sperimentata (0,4 per cento). «L'elemento che desta più preoccupazione è il consumo persistente, visto che il 59 per cento dei ragazzi dichiara di aver utilizzato stupefacenti almeno una volta nell'ultimo mese, e il 15 per cento più volte a settimana, percentuale che scende all'8 per cento se si considerano solo le sostanze illegali», spiega Massimo Ruggeri de «Il Calabrone».
L'ALCOL è la prima sostanza cui si accostano gli adolescenti, l'età media della prima ubriacatura è 14 anni e mezzo. E proprio attorno all'alcol la percezione del rischio è più bassa, tanto che solo il 9 per cento dei ragazzi ritiene che sia una sostanza stupefacente. Ma è allarmante anche il dato sulla cocaina, che il 4 per cento degli studenti bresciani confessa di aver usato almeno una volta nell'ultimo mese, una percentuale doppia rispetto alla media dei coetanei italiani, ferma al 2 per cento. Fanno riflettere anche i numeri relativi al poli-consumo, con il 21,3 per cento degli intervistati che ha utilizzato almeno 2 sostanze nell'ultimo mese, e il 6,8 per cento almeno 3. «Le modalità di consumo stanno cambiando radicalmente, assistiamo a una "normalizzazione" dei consumi trainata dai messaggi veicolati dai media», dice Ruggeri. Il celebre slogan sdoganato da George Clooney, «no Martini, no party» riassume il senso di questo cambiamento, dove «è la sostanza a dare significato alla festa, complici messaggi incentivanti che entrano nell'immaginario collettivo e nei comportamenti, grazie anche alla facile reperibilità». E cambiano anche le motivazioni al consumo, che si stanno lentamente spostando dall'uso «prestazionale», per essere all'altezza delle situazioni, a quello più personale dell'«isola di piacere», per ritagliarsi un proprio momento di «sballo».

Lisa Cesco

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