Ragazzine aggredite in bagno
In cella i quattro del «branco»
GAMBARA. Una pattuglia dei carabinieri di passaggio ha visto la coppia di amiche piangenti all'esterno di un bar. Le violenze sessuali ai danni di due adolescenti di 16 e 17 anni. Mantovani gli arrestati che avevano forzato la porta dei servizi ma sono stati ripresi dalle telecamere del locale.
Gambara. Il «branco» è tornato a colpire. E lo ha fatto senza fermarsi davanti a niente, senza bloccarsi per la giovane età delle vittime, per la porta del bagno chiusa a chiave, per la presenza di parecchia gente nel locale. I quattro ragazzi mantovani che ieri mattina sono finiti in cella con l'accusa di violenza sessuale di gruppo sono entrati in azione l'altra sera in un bar di Gambara, il «Cafè Noir». I quattro giovani non sapevano che il locale è dotato di un sistema di videosorveglianza, e che le immagini riprese li avrebbero incastrati. In cella a Canton Mombello sono finiti T.M.K. 21enne originario della Thailandia, Y.J., di vent'anni, originario del Burkina Faso e M.T. di 19 anni, tutti residenti a Casalmoro. Al Beccaria di Milano è finito il più giovane del gruppo, un 17enne, pure lui di Casalmoro. La violenza sessuale di gruppo è stata consumata nel bagno del locale. Vittime due ragazze, due studentesse della zona di 16 e 17 anni. Le due ragazze verso le 22.30 sono andate nel bagno del locale. Nell'anticamera c'erano quattro ragazzi che ridevano e scherzavano (come riferito dalle ragazzine ai carabinieri), le amiche sono entrate nel bagno delle signore e hanno chiuso la porta a chiave. A questo punto è scattata l'azione: i giovani con un cacciavite hanno scardinato la maniglia della porta e sono entrati nel bagno. Due sono rimasti fuori a fare il palo, gli altri hanno aggredito le ragazze, a una è stato infilato in testa un sacco di plastica nero strappato dal cestino della spazzatura. La ragazza è stata toccata pesantemente, uno dei ragazzi le ha infilato le mani sotto gli indumenti, ma le due minorenni sono riuscite a reagire e fuggire ai loro aguzzini. Le ragazze sono corse all'esterno, le telecamere hanno immortalato i quattro che soddisfatti ridevano e ballavano nell'antibagno, prima di andarsene. Poco dopo una pattuglia dei carabinieri di Gambara è passata per caso davanti al locale e ha notato le due ragazzine che piangevano e si disperavano, erano terrorizzate e non erano ancora riuscite a reagire. Ai carabinieri hanno subito confidato quanto era appena successo. Grazie alle indicazioni di una testimone i carabinieri sono risaliti all'auto dei quattro, la Fiat Punto di uno dei genitori. In poche, febbrili, ore di lavoro investigativo i militari sono riusciti a risalire ai quattro giovani, al minore, studente in una scuola professionale, e agli altri tre, uno operaio, mentre due sono senza alcuna occupazione fissa. Ieri mattina alle 5 i carabinieri hanno suonato alle quattro abitazioni. I giovani non pensavano di finire in cella e si sono limitati ad ammettere di essere stati nel bar di Gambara.
Wilma Petenzi
