Abusi su baby calciatori
arrestato un allenatore

L'INCHIESTA. La vicenda ha avuto come teatro un paese della Bassa bresciana. Le violenze sarebbero avvenute negli spogliatoi e al doposcuola. Lo studente di 25 anni si difende: «Insegnavo educazione sessuale»
10/03/2010
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Il capitano Massimi ha condotto le indagini sul presunto caso di abusi

Bassa Bresciana. Venticinque anni, aiuto allenatore, ma anche studente e aspirante educatore sessuale. È stato arrestato - in un paese della Bassa Bresciana - per violenza sessuale, ma si è giustificato davanti al gip dicendo che in quel modo lui faceva educazione sessuale. Che è quello che vorrebbe fare «da grande».
Quello che faceva era invece - secondo i carabinieri di Desenzano che lo hanno arrestato - qualcosa contro la legge: non educazione, ma abusi sessuali nei confronti di ragazzini che il giovane studente della Bassa seguiva negli allenamenti di calcio e nei compiti dopo l'allenamento. Pare che godesse della fiducia di molte famiglie. Ma il suo doposcuola era - secondo le accuse - poco «ortodosso». Dalle materie scolastiche virava appena poteva sulla sua materia prediletta: il sesso. Il capitano Fabrizio Massimi della compagnia di Desenzano spiega: «Cominciava a parlare di sesso, dei primi rapporti. E spingeva, per spiegarsi, i ragazzi a togliersi i vestiti; si masturbava in loro presenza e invitava questi tredicenni e quattordicenni a farlo».
IN QUALCHE CASO - secondo quanto emerso dalle indagini - avrebbe anche toccato i ragazzi, senza però arrivare a consumare un rapporto sessuale completo. E avrebbe mostrato sullo schermo dei computer immagini pornografiche, che però, sempre secondo la sua difesa, gli erano utili per esporre le sue tesi educative.
I carabinieri fino a qui hanno raccolto le testimonianze di tre adolescenti che avrebbero confermato quanto è contenuto nella denuncia della mamma. Ma siccome negli abusi ne sarebbero coinvolti più di tre, i carabinieri stanno sentendone altri, e stanno verificando i racconti, confrontandoli tra loro, per capire fino a che punto si siano spinti gli abusi e quante siano effettivamente le vittime.
QUESTE VIOLENZE sarebbero avvenute in una stanzetta, probabilmente attigua al campo di allenamento, ma i carabinieri hanno preferito anche su questo non dare molte indicazioni. La stanza è stata postasotto sequestro, così come i computer dei ragazzi, nei quali gli investigatori sperano di trovare nuovi elementi a supporto di quanto già hanno detto le testimonianze.
Tutto è cominciato - come quasi sempre avviene - da un genitore con il quale il figlio si era confidato. Ma i comportamenti dell'aiuto-allenatore stavano diventando tema di sospetti, di voci nell'ambiente dei ragazzi di quel paese che i carabinieri non hanno voluto svelare. Un paese però - hanno detto - dove il giovane era ben visto, ma pure dove stavano cominciando a circolare sempre più insistentemente sospetti contro di lui.

Eugenio Barboglio


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