Il Tar blocca la discarica
Stop all'amianto in via Brocchi
AMBIENTE. Il provvedimento valido fino al 28 aprile il attesa di conoscere il fascicolo autorizzatorio della Regione Il Co.Di.Sa. e il Comitato spontaneo contro le nocività cantano vittoria Ma la sentenza definitiva potrebbe arrivare fra due anni
Brescia. Il ricorso presentato al Tar dal Co.Di.Sa per richiedere la sospensione dei lavori della discarica d'amianto di via Brocchi ha trovato accoglimento. Ieri mattina il Tribunale Amministrativo Regionale di Brescia ha ordinato la sospensione dei lavori di discarica fino al 28 aprile, data nella quale la Regione Lombardia dovrà presentare «una copia certificata del fascicolo istruttorio relativo all'autorizzazione integrata ambientale Ipcc».
PER RIMANERE coerenti con una lotta che va avanti dallo scorso 30 luglio, una decina di esponenti del Comitato Spontaneo contro la Nocività di Brescia (vero promotore del ricorso ma impossibilitato a presentarlo per mancanza di personalità giuridica) si sono dati appuntamento mercoledì davanti agli uffici del Tar di via Malta per attendere l'esito dell' udienza che, con loro grande sollievo, ha portato all'ordinanza sospensiva. «Eravamo consapevoli di combattere contro un avversario forte (la Profacta S.p.A) ma le nostre motivazioni lo erano ancora di più e siamo molto soddisfatti che il Tar ci abbia dato ragione - ha commentato la portavoce Alessandra Cristini -. Ogni giorno assistiamo e documentiamo fotograficamente le inadeguatezze delle operazioni di escavazione ed eravamo preoccupati che potessero continuare».
Il ricorso presentato dall'avvocato Pietro Garbarino lo scorso 13 novembre imputava alla Profacta il mancato rispetto delle indicazioni poste dalla Regione Lombardia in materia di impermeabilizzazione del sito, distanze minime da abitazioni e scuole e torretta di osservazione pubblica dei lavori, oltre all'inadempiuta pubblicazione e al mancato coinvolgimento della popolazione da parte del Comune di Brescia.
«La torretta è pericolosa e fatiscente, non ha nessuna protezione contro le cadute e la scaletta per accedervi è troppo ripida e senza corrimano - ha spiegato Giovanna Gianbopini del Comitato -. Cosa ancora più grave , la distanza da scuole e abitazioni non è stata rispettata e ci sono fortografie che testimoniano la presenza di possibili falde acquifere già affiorate in superficie».
NONOSTANTE il ricorso di sospensiva abbia dato loro ragione, Comitato Spontaneo e Co.Di.Sa non hanno voluto cantar vittoria e si sono trattenuti da commenti entusiasti «in attesa del pronunciamento della sentenza definitiva», per la quale ci protrebbero volere anche due anni. «Con questa sospensione momentanea, tutte le rassicurazioni arrivate dal Comune di Brescia sulla non pericolosità della discarica decadono e gli amministratori dovranno finalmente rendersi conto della gravità del loro silenzio - hanno commentato -. Da otto mesi stiamo lottando per impedire la creazione della discarica, abbiamo indetto assemblee pubbliche, protestato in consiglio comunale, presidiato tutti gli uffici competenti e soprattutto abbiamo proposto alternative fattibili al sotteramento dell'amianto. Era ora che qualcuno ci ascoltasse e si rendesse conto della pericolosità dell'impianto». Anche il presidente della Circoscrizione Est Ennio Garzetti, dapprima scettico sul modus operandi del Comitato, ha accolto l'ordinanza con soddisfazione.
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