Frenatona Brescia. Scatta il «rosso»
e arriva un altro stop

A Vicenza va presto in svantaggio e poi resta subito in 10: espulso Rispoli. Così arriva la seconda sconfitta consecutiva. E ora rischia il -4 dalla zona-A.
13/03/2010
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Uno dei momenti decisivi del match, l’espulsione di Rispoli al 21’ del primo tempo per doppia ammonizione

Vicenza. Dopo il Sassuolo, il buio pesto. Come all'andata, la vittoria sugli emiliani resta l'ultima pagina gloriosa del Brescia che a Vicenza trova un altro semaforo rosso in una serata di vecchie inquietudini.
Inevitabile fare parallelismi con il passato remoto. E anche con quello recente. Come con il Grosseto, roba di una settimana fa, i biancazzurri sbagliano clamorosamente la rete del vantaggio (Possanzini), prendono gol nel primo quarto d'ora. Al «Menti» restano pure in dieci per più di 70 minuti (cartellino rosso a Rispoli al 21'). Finisce 0-1, come cinque mesi fa allo stadio «Rigamonti».
TRA CATTIVA lettura delle situazioni tattiche (sul gol di Martinelli) e comportamentali (Rispoli, appunto), la corsa verso la serie A è tornata a ostacoli. E più che ostacoli i biancazzurri sulla loro strada trovano muri che, come dalla tribuna del «Menti», sembrano tutt'altro che invalicabili.
Alla fine rimontare una rete per questa squadra sembra peggio delle sette fatiche d'Ercole. Nelle 9 partite positive che hanno preceduto questa mini serie negativa, la formazione di Iachini non era mai passata in svantaggio. Più che di fortuna, erano le ritrovate sicurezze in fase difensiva a fare la differenza. Perchè è dalla retroguardia che si costruiscono le fondamenta di ogni impresa.
Adesso queste certezze vengono meno al primo episodio contrario. Il primo - e più che di un episodio si tratta di un segnale - è al minuto numero 9: Baiocco, preferito a Cordova, sfonda sulla destra e dal fondo serve Possanzini, libero di calciare di piatto da posizione invidiabile, al limite dell'area piccola: il tocco del capitano è quanto di più sballato possa esserci e, come con il Grosseto, sfuma la possibilità di indirizzare la gara a proprio favore.
A SFRUTTARLA, invece, è il Vicenza. Al 13' Rispoli sulla destra stende Gavazzi e si becca l'ammonizione. Sulla parabola di Sgrigna, il Brescia si piazza con una linea scriteriatamente alta, il pallone arriva a Martinelli che di testa brucia le mani dell'incolpevole Arcari. Il dubbio è la posizione di Di Cesare, altro difensore di Maran salito dalle retrovie, che davanti al portiere cerca inutilmente la deviazione aerea partendo in posizione più che sospetta: arbitro e guardalinee ritengono tutto regolare, i biancazzurri nemmeno protestano.
IL TEMPO per rimediare c'è. E il Brescia, che aveva iniziato a spron battuto trascinata da un Baiocco caricato a mille, si rimbocca i calzettoni: Caracciolo (17') dialoga con Possanzini e conclude in mischia, Fortin manda in angolo. È una gara che si può raddrizzare, ma 21' Rispoli sulla trequarti vicentina si allunga il pallone, lo perde a vantaggio di Botta e poi stende l'avversario sotto gli occhi di Rocchi, che estrae il secondo giallo e il rosso.
Brescia in dieci e Iachini ordina il passaggio alla difesa a 4 con Berardi e Dallamano terzini, De Maio e Bega centrali. In mezzo Vass, Budel e Baiocco, davanti Possanzini a Caracciolo. L'accleratore è premuto costantemente, ma si rischia grosso al 31', quando Bjelanovic calcia alle stelle da due passi su appoggio di Madonna, e nell'azione si fa male Bega, sostituito da Martinez.
Caracciolo prova a trascinare i compagni in crisi di fiducia. Al 40' salta tre avversari, ma viene fermato al momento dell'assist decisivo a Possanzini. Al quale, poco dopo, l'Airone offre un pallone più che invitante che il capitano spreca con un sinistro poco rabbioso e per nulla insidioso per la mani di Fortin.
SI VA ALLA RIPRESA e Maran si gioca i tre cambi in 20 minuti. La gente del «Menti» rumoreggia: il Vicenza, nonostante l'uomo in più, non parte mai in contropiede. Iachini al 27' gioca la carta Cordova (fuori lo stremato Baiocco), che sulla destra fa fuoco e fiamme, mettendo in mezzo palloni invitanti ma che non trovano sponde vincenti.
L'unico tiro degno arriva solo al primo minuto di recupero: Budel ci prova con la forza della disperazione, il suo sinistro è teso ma non sorprende Fortin, decisivo come all'andata.
E come all'andata il Brescia perde sia col Grosseto che con il Vicenza. Che Sassuolo non sia ancora una volta il canto del cigno. L'ennesimo degli ultimi anni.

Vincenzo Corbetta


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