«Accertamenti a tutto campo
Licenziamento? Non è escluso»
LA VIOLENZA DI SALÒ. La dirigente dell'Ufficio scolastico provinciale sulle responsabilità dell'istituto. Raimondi: «La scuola e la famiglia non sono sufficientemente aiutate». E Telefono Azzurro accusa: «Manca una politica di prevenzione».
Salò. La scuola «farà tutto ciò che è doveroso fare per accertare la verità, e sulla base delle responsabilità accertate applicherà le norme vigenti». La dirigente dell'Ufficio scolastico provinciale Maria Rosa Raimondi torna sulla grave vicenda della violenza sessuale in una classe, la seconda, della media D'Annunzio di Salò e assicura che tutto il possibile sarà fatto per capire cosa sia accaduto e se responsabilità ci saranno non esclude neppure il licenziamento dell'insegnante, in base al decreto Brunetta.
Intanto «è importante che l'autorità giudiziaria accerti i reali contorni della vicenda e la reale portata dei fatti - sottolinea Raimondi -, la situazione creata è estremamente grave e richiede per un verso, fatto salvo il percorso giudiziario, di valutare le responsabilità di ciascuno nei diversi ruoli, con l'applicazione rigorosa e severa delle norme, e per l'altro verso che si rifletta sulla questione educativa, che coinvolge non solo scuola e famiglia ma anche altre agenzie, e soprattutto che si rifletta su un "clima" che rende banali e fattibili azioni e gesti che tali non sono».
GLI INQUIRENTI stanno accertando se e come siano stati possibili atti sessuali in classe alla presenza dell'insegnante. Se ciò che è emerso è accaduto davvero, è stato possibile perchè i ragazzi non sanno più dare il giusto peso alle cose - riflette Raimondi -, la mentalità indotta dai «games» li induce a confondere il reale col virtuale. E allora «c'è la necessità di ricondurre ogni questione nella giusta dimensione, dare il giusto peso ad ogni azione e alle sue conseguenze, chiamare con il loro nome mancanza di rispetto e volgarità». Insomma «dobbiamo cominciare ad affermare che non tutto ciò che è possibile è lecito - sottolinea la dirigente provinciale - e che ci sono scale di valori indipendenti da quanto di banale e di volgare ci propugnano».
Di più c'è che «la scuola e la famiglia non sono sufficientemente supportate», aggiunge. Tuttavia, ciò non toglie - ribadisce - che piena luce venga fatta, e che le responsabilità «vengano accertate e sanzionate con rigore e severità, secondo le norme vigenti».
Intanto pure Telefono Azzurro intende sollecitare l'attenzione di tutti su casi che «rischiano, ogni giorno di più, di compromettere la tutela dei diritti dei minori». «Troppo spesso questi fenomeni passano sotto silenzio - scrive Telefono Azzurro - e quando c'è una risposta da parte del mondo politico si tratta quasi sempre di una risposta di tipo «punitivo», che a volte argina gli effetti senza intervenire in maniera organica sulle cause. Manca quindi una politica di prevenzione».
Si ribadisce quindi come sia necessario impegnarsi tutti per impedire che tali fatti continuino ad accadere. Infatti i dati della «X edizione del Rapporto Infanzia» inducono ad alzare la guardia: nel 1996 si assisteva in Italia a 86 casi di minorenni non imputabili denunciati per violenza sessuale; nel 2007 il numero di denunce è quasi triplicato (220).
Mimmo Varone
Tweet