Mensa scolastica, niente pasti
ai bimbi delle famiglie morose
ADRO. Materna ed elementare sono state costrette a sospendere il servizio di refezione Una mamma scrive al sindaco «Per un ritardo nei pagamenti state umiliando i nostri figli» Il Pd: «Misura abnorme e incivile»
Il Comune di Adro «condanna» al digiuno i bambini delle famiglie in arretrato con i pagamenti della retta della mensa scolastica. La sospensione del servizio di refezione è stato annunciato in una circolare recapitata in questi giorni alle famiglie «morose» degli alunni di materne ed elementari.
NELLA LETTERA, IL DIRIGENTE scolastico Gian Luigi Cadei, spiega a mamme e i papà inadempienti che al rientro delle vacanze di Pasqua dovranno andare a prendere i figli alla fine delle lezioni mattutine e riaccompagnarli nel primo pomeriggio. Niente pasto insomma, nè custodia durante l'orario della mensa.
Il dirigente precisa che il drastico provvedimento è frutto dal giro di vite imposto dell'Amministrazione civica nei confronti delle famiglie che non hanno saldato la rette. Cadei, alla guida di una scuola diventata modello per l'istituzione dei tempo pieno, si dice disponibile a incontrare le famiglie per fare il punto della situazione. Ma i genitori sono già scesi sul piede di guerra.
In una lettera inviata al sindaco Oscar Lancini e al dirigente scolastico, la mamma di una bambina che frequenta la scuola elementare esprime lo sdegno e la frustrazione di tutte le famiglie accusate di morosità. «La mia colpa? - scrive Ilaria Poli -, aver pagato le rette di febbraio e marzo con un leggero ritardo. Quand'anche il Comune fosse sull'orlo della bancarotta mi sarei aspettata più attenzione, prudenza e rispetto prima di umiliare una bambina di 10 anni davanti ai suoi insegnanti e ai suoi compagni. Siccome sono una madre di famiglia che lavora, separata con tre figli, forse potrebbe ancora accadere in futuro che saldi la tariffa oltre la scadenza fissata per mancanza di tempo. In tal caso vorrei essere avvertita per posta della minacciata espulsione di mia figlia dalla mensa scolastica. Naturalmente - conclude con amara ironia Ilaria Poli -, sono disponibile a rifondere il Comune del costo del francobollo».
INTANTO SI MUOVE anche la politica: il segretario locale del Pd Silvio Ferretti ha messo a corrente della vicenda gli onorevoli Paolo Corsini, originario proprio di Adro, e Pierangelo Ferrari che presenteranno un'interpellanza in parlamento. «Non ci volevo credere finchè non ho visto la lettera - osserva Ferretti -: si tratta dell'ennesima prova di insensibilità del sindaco. Non credo sia legittimo escludere i bambini dalla mensa, attività formativa a pieno titolo che viene seguita dagli insegnati perché, come sostiene il ministro alla Pubblica istruzione, l'educazione alimentare è fondamentale per la salute». Ferretti va oltre. «Questa barbarie che scarica su una quarantina di bambini, alcuni anche italiani, i problemi della perdita del lavoro e della cassa integrazione - afferma il segretario del Pd -, è la ricetta leghista per la crisi che si aggiunge all'atteggiamento razzista e discriminatorio che ha escluso sistematicamente gli stranieri dai sussidi dei servizi sociali. La giunta del Carroccio si è vantata di avere ricevuto dal governo 130 mila euro, ma non ha detto se li userà per alleggerire la crisi per i più disagiati. Arrangiati risponde a chi è povero la Lega l'alleato del partito dell'amore, nella settimana di Passione: forse i leghisti amano la croce per crocifiggervi, metaforicamente, gli immigrati, e adesso i bimbi, i più deboli tra i deboli».
Il caso ricorda da vicino quello di Montecchio Maggiore, nel Vicentino dove il sindaco, (leghista come Lancini), ha ridotto la razione di cibo ai bambini delle famiglie morose, offrendo a pranzo solo un panino imbottito e una bottiglia d'acqua. G.C.C.
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