Resa dei conti per la mensa
fra i gestori ed il Comune

ADRO. «La protesta delle famiglie in regola? Anche se non pagano i loro figli potranno continuare a sedersi a tavola»

La presidente dell'associazione che si occupa del servizio attacca: «La Giunta non ha mai dovuto ripianare gli arretrati delle rette»
GIUSEPPINA PAGANOTTI
16/04/2010
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Sempre più incandescente il caso mensa alle scuole di Adro

Adro. Non c'è pace al desco della mensa scolastica di Adro. Dopo il provvedimento del sindaco che nega i pasti ai figli della famiglie in ritardo con il pagamento delle rette e la lettera di accuse del benefattore che si è assunto l'onere di coprire gli arretrati scatenando l'ira dei genitori in regola con i versamenti delle quote, è scoppiata la guerra di cifre sul contributo al servizio a carico del Comune.
AD APRIRE IL NUOVO FRONTE è Giuseppina Paganotti, presidente dell'Associazione genitori che da 30 anni gestisce la refezione scolastica. «E ora di fare chiarezza - afferma con fermezza -: recentemente l'Amministrazione civica non ha mai dovuto versare un euro per risanare il bilancio del servizio. Abbiamo sempre voluto tenerci fuori dal dibattito ma non accettiamo un gioco al massacro che svilisce quanto di buono è stato fatto in questi anni dai volontari dell'associazione e dai dipendenti della mensa. Di colpo le istituzioni comunali e scolastiche sembrano aver dimenticato che solo grazie a questo impegno collettivo che siamo riusciti a garantire ai bambini pasti confezionati al momento, adeguandoci alla flessibilità degli orario di lezione di materne, elementari e media, con menù che rispettano diete particolari e credo religiosi diversi di ogni bambino».
A PROVOCARE LA REAZIONE di Giuseppina Paganotti, che si dice pronta anche a dimettersi, sono state le «accuse» di aver costretto il Comune a intervenire a più riprese per saldare il monte insoluto delle rette. «L'Amministrazione civica in verità - continua la presidente dell'Associazione genitori - da sei anni non versa un solo euro per coprire le rette non pagate. I nostri bilanci, sono pubblici e dimostrano che non ci sono perdite» L'eco nazionale di una vicenda innescata prima dalla linea dura contro le famiglie morose adottata dal sindaco leghista Oscar Lancini, dall'intervento dell'imprenditore nel campo informatico Silvano Lancini che ha versato 10 mila euro per sanare gli insoluti poi, secondo Giuseppina Paganotti avrebbero gettato ombre ingenerose sulla qualità del servizio. «L'impegno dei volontari che spendono il loro tempo ben sapendo che altri trarranno beneficio - spiega la presidente sottolineando come il servizio venga incontro alle necessità di ogni fascia sociale -, ha permesso di siglare una convenzione con il Comune e di fissare il costo di ogni singolo pasto a 3,90 euro, tariffa dimezzata per il secondo e il terzo figlio, e rette diversificate in funzione del reddito delle famiglie». La convenzione, prevede che l'associazione acquisti cibi e servizi e paghi gli stipendi dei sette operatori, della mensa, assumendosi anche l'onere di provvedere ai sostituti in caso di malattia e maternità. «Il Comune - continua Giuseppina Paganotti - eroga un contributo tra i 20 e i 25mila euro che mai è stato utilizzato per saldare arretrati. L'unico intervento per vecchie pendenze risale al 2005, quando l'Amministrazione civica versò 5.475 euro per insoluti che risalivano all'anno precedente». E sullo sciopero delle rette annunciato dalle famiglie in regola dopo l'intervento del benefattore, Giuseppina Paganotti è chiara: «Forniremo regolarmente i pasti ai bambini dei genitori che sospenderanno volontariamente il versamento delle rette, poi procedendo legalmente per il recupero del credito». A prescidendere dalle polemiche, tutti gli alunni continueranno a sedersi a tavola.

Giancarlo Chiari




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