Hotel Brescia, al via la ristrutturazione
VIA SOSTEGNO. L'albergo fantasma troverà una nuova identità partendo dalla torre rossa all'angolo di via Ugo La Malfa. Le ruspe sono già entrate in azioneSarà conservato lo scheletro, che è ancora in buono stato. La Meridiana creerà 45 unità ufficio su 7 mila metri quadri suddivisi in 9 piani, più un parcheggio
Brescia. L'albergo fantasma di via Sostegno ha finalmente trovato una nuova identità. Ieri mattina sono partiti i lavori di ristrutturazione della torre rosa sull'angolo con via Ugo La Malfa, da anni rifugio per tossici e senzatetto. Dopo una ricognizione preventiva da parte della polizia locale e giudiziaria, che ha fatto sgombrare i pochi disperati rimasti, le ruspe hanno cominciato a divorare la terra.
La struttura a specchi, conosciuta come ex albergo Brescia nonostante non abbia mai assolto alle funzioni ricettive per cui era ideata, è stata acquistata all'asta dalla società La Meridiana degli imprenditori Franco Ferrari e Vigilio Belussi. Ci faranno uffici e, probabilmente, spazi commerciali a piano terra.
«L'abbiamo comprato all'asta un paio d'anni fa, dopo cinque incanti - ha spiegato Ferrari -. Ci auguriamo possa contribuire a riqualificare l'area». Un momento topico soprattutto per i residenti della zona, stanchi di passeggiare nel vicino parco temendo di incappare in incontri indesiderati. I lavori sono stati affidati ai progettisti Marco Salvo e Ivano Massetti. «Si tratta di una completa riqualificazione che si completerà in 18 mesi - illustra Salvo -. La parte più delicata sarà la demolizione delle vetrate, mentre lo scheletro, ancora in buono stato, rimarrà tale.
IN EFFETTI l'hotel era stato completato per il 90 per cento». La struttura, nonostante le vicissitudini trascorse, è ancora sana e non presenta tracce di materiale pericoloso: «Abbiamo fatto fare delle analisi prima di cominciare - spiega Salvo - e non c'è traccia di amianto. Tutto il materiale di scarto verrà portato in discarica». Dopo un lavoro di pulizia totale, verranno rifatti tutti gli impianti e saranno approntate 45 unità ufficio su 7mila metri quadrati suddivisi in nove piani fuori terra. Verrà anche sistemato l'interrato, di 5mila metri quadrati, che sarà adibito a parcheggi.
La storia della torre rosa è stata travagliata sin dalle origini. Realizzata nell'ambito di Italia '90 per volere dell'imprenditore veronese Giovanni Montresor, fu affidato all'impresa Regalini per realizzare una struttura di oltre 150 camere per uomini d'affari, con sala congressi interrata da 680 posti. L'operazione per erigere l'hotel a cinque stelle costò 11 miliardi di vecchie lire, che andavano ad aggiungersi ai 4 spesi da Dante Anselmini per l'acquisto del terreno. Nel tempo le vicende legate al gruppo Montresor non permisero di portare a termine l'opera, fino al punto in cui il Banco di Napoli arrivò a vantare un credito di 16 miliardi mai versati. L'operazione fu spostata sulla Sga, una «bad bank» creata appositamente per la gestione di situazioni ostiche di peso per la banca madre. La Sga contattò Rosotel, controllata da Brixia Finanziaria, per cederle il credito. Tutto mentre le camere semi finite dell'hotel diventano ricettacolo di spacciatori, senzatetto, tossicodipendenti e disperati, producendo grande disagio nella zona.
LA VICENDA cominciò a prendere una svolta nel 2006, quando Rosotel, che vantava il credito garantito da ipoteca, venne nominata custode dell'immobile e la struttura venne murata per evitare l'ingresso di ospiti indesiderati, ma senza grande esito. Fu subito chiaro che il destino dell'hotel fantasma sarebbe stato l'asta giudiziaria, andata deserta fino a due anni fa.
Michela Bono
