Il Comune apre dieci «sportelli»
per la famiglia
L'INIZIATIVA. Attivi da qualche giorno: Brescia è capofila regionaleMaione: «Questo progetto è un grande traguardo per il raggiungimento del welfare cittadino»
Dieci sportelli in rete per un welfare integrato, comunitario e sussidiario. Così l'assessore ai Servizi Sociali Giorgio Maione delinea il progetto dei «Punti Famiglia» che dallo scorso primo luglio sono attivi nelle 5 circoscrizioni cittadine, un progetto che vede la nostra città capofila a livello regionale nell'ambito dell'attuazione dei servizi di segretariato sociale sanciti dalla Legge Regionale 3 del 2008.
«L'istituzione dei Punti Famiglia rappresenta un grande traguardo nella costruzione del welfare cittadino, perché grazie alla messa in rete di questi diversi sportelli di ascolto e assistenza riusciremo a parlare tutti una stessa lingua e a rendere quelli che spesso sono diritti scritti solo sulla carta diritti effettivi ed esigibili», commenta Giorgio Maione mentre nelle mani tiene le targhe che da domani saranno affisse all'ingresso dei nuovi centri
ALLA BASE del progetto (costato alla Loggia 72 mila euro, per il biennio 2010/2011) c'è l'idea di riconoscere il lavoro svolto negli anni dalle molteplici associazioni cittadine del privato sociale dando loro un ruolo «istituzionale» e creando una sinergia su più livelli per rispondere alle diverse esigenze delle famiglie, ancora una volta vero perno delle politiche socio assistenziali del Comune di Brescia.
I centri di ascolto, in sostanza, non sono delle realtà nate ex novo ma piuttosto il punto di arrivo di un lavoro, spesso ultradecennale, svolto all'interno di ogni singola associazione, associazioni fortemente radicate sul territorio come Anteas (via Altopiani d'Asiago 3), Bimbo Chiama Bimbo (via Fontane 29), la Parrocchia di San Giovanni (contrada San Giovanni 8), il Centro di Ascolto delle Caritas parrocchiali della zona di Brescia Ovest (via don Vender 31), le Acli provinciali di San Polo (via Cimabue 271), l'Auser (via Folonari 7), il Movimento Cristiano Lavoratori (corso Garibaldi 29), il Forum provinciale delle associazioni familiari (borgo Wuhrer), l'Anfass (via Michelangelo 405) e l'associazione Centro Migranti (via ANtiche Mura 3). Nelle sedi di ciascuna di queste realtà è già possibile richiedere informazioni in merito alle politiche sociali e assistenziali esistenti, con indicazioni specifiche per disabili e stranieri rispettivamente nei «Punti Famiglia» dell'Anffas e del Centro Migranti.
«QUESTO SERVIZIO di orientamento e accompagnamento del cittadino ai servizi permetterà di sgravare i nostri uffici di pratiche che non li riguardano direttamente e nello stesso tempo costituirà un importante punto di riferimento per tutti quei nuovi poveri che per pudore evitano di rivolgersi direttamente ai servizi sociali» conclude Giorgio Maione, che non manca di ribadire il valore aggiunto dato dalla rete, un concetto più volte evidenziato anche dai rappresentanti delle associazioni.
«Grazie alla sinergia tra i diversi punti di ascolto potremo fornire un servizio che sia davvero trasversale», dice il presidente dell'Anffas bresciano Federica Di Cosimo, che specifica altresì come importantissimo sia anche l'aspetto connesso alla raccolta dei dati in un unico database.
Don Amerigo Gualtieri, parroco di San Giovanni, indugia sull'immagine di una città solidale mentre Nino Sutera del Forum provinciale delle associazioni familiari evidenzia come una grande ricchezza del progetto sia costituita dalla diversa vocazione di ciascuna delle dieci associazioni che ne fanno parte.
Angela Dessì
