Via Sostegno, stop al progetto
Tutto rinviato a settembre
URBANISTICA. Niente votazione in Commissione dopo l'ok della Circoscrizione sud, si attendono aggiornamenti tecnici. Toma: «Dobbiamo acquisire tutti i pareri tecnico-burocratici». Manzoni: «Prendiamo atto con favore di questa decisione»
Brescia. Rimandato a settembre, in attesa di elementi ulteriori per valutarne la sostenibilità. Dopo il parere favorevole espresso dal consiglio della circoscrizione Sud, il nuovo programma integrato di intervento Brescia Sud riguardante il comparto di via Sostegno subisce una battuta d'arresto: la votazione del piano prevista ieri in Commissione urbanistica non ha avuto luogo, così come è stata rimandata la discussione in Consiglio comunale, prevista per lunedì prossimo.
«IL RINVIO a settembre è dettato dalla necessità di acquisire i pareri tecnico-burocratici necessari, in modo da avere tutti gli elementi richiesti per la votazione», spiega Marco Toma, presidente della commissione che ieri è tornata ad analizzare la versione riveduta del progetto edilizio che interesserà la zona dietro alla stazione e che sta suscitando non poche polemiche: contro l'intervento si sono mossi gruppi di residenti raccogliendo quasi un migliaio di firme per denunciare la cementificazione spinta prevista dal progetto, la compromissione del verde di quartiere e la congestione creata dalla nuova stazione autobus. «Prendiamo atto con favore del rinvio, scelta che conferma i dubbi da noi avanzati», afferma il consigliere Federico Manzoni del Pd, evidenziando le questioni procedurali che vengono aperte con la revisione del progetto, un atto che, revocando la precedente adozione, sarebbe fuori dai termini concessi dalla legge regionale per la deroga ai Comuni non dotati di Pgt, oltre ad aprire nuovi termini per Vas e osservazioni. «Temi di questa delicatezza non possono essere condotti con questa fretta, lo sviluppo di ambiti urbani strategici non può essere scorporato dal discorso più generale sul Pgt in corso», sottolinea Manzoni.
IN ATTESA che si sciolgano i nodi procedurali con i pareri di legittimità da parte del segretario generale e dell'Avvocatura civica, si scalda il dibattito sul merito dell'intervento: il consigliere Aldo Boifava del Pd mette in luce come «uno degli elementi di strategicità del progetto è solo un annuncio, perché nei fatti non vi è certezza su quando come e chi realizzerà l'imbocco del futuro tunnel della ferrovia sotto via Sostegno, così come l'altra opera essenziale, la stazione degli autobus, essendo progettata sul sedime delle Ferrovie dello Stato è legata a un impegno di cessione ad oggi indefinito». A rincarare la dose è il capogruppo Pd Emilio Del Bono: «Su un fazzoletto di terra dove il Prg prevedeva 18 mila mq di insediamenti ne verrebbero realizzati 42 mila: si triplicano i volumi e al contempo si dimezzano le aree verdi, che scendono dai 34 mila mq previsti a 22 mila, scelta discutibile per una città fra le più inquinate, che avrebbe bisogno di zone di mitigazione ambientale». Aumenterà il traffico con un passaggio medio di auto raddoppiato, da 900 a 1800, si creerà il problema dei posti auto e, ricorda Del Bono, «l'edilizia convenzionata non sarà più in conformità col Prg perché scenderà sotto il 30 per cento in quell'area - dice -. Non ultimo, c'è il problema del prezzo che pagheremo per tutto questo». Un tema sollevato anche dal consigliere del Pdl Roberto Toffoli, che ha evidenziato i 900 mila euro richiesti ai privati per le superfici edificabili, contro gli svariati milioni per l'operazione dei Magazzini generali. «Incassiamo molti meno oneri di urbanizzazione, e non vedo l'utilità per il Comune, anche se bisogna riqualificare un'area fortemente degradata». Convinto della bontà del progetto il capogruppo della Lega, Nicola Gallizioli, secondo cui «il piano si integra con l'area di Brescia Due caratterizzata da torri, palazzi e commercio». «Si è scelto di rifare la Vas e di ridefinire la parte burocratica, ma entro settembre-ottobre il processo va chiuso: l'idea di fondo è risolvere i problemi di degrado della zona e dotarla di opere pubbliche necessarie, spostando fra l'altro il viavai di autobus nella zona sud». Quanto al verde, secondo il capogruppo della Lega il parco Tarello così com'è è già più che sufficiente per la zona, «perché è enorme e non accoglie più di 50 persone al giorno».
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