I ventun anni di Giulia tra la musica e la moda
DRAMMA IN VIA MARENZIO. La famiglia avvisata nel cuore della notte dai carabinieri. Era partita giovedì per Dusseldorf insieme a un'amica torinese. Il viaggio prevedeva una puntata a Amsterdam, poi sabato il rientro
Brescia. Era il suo grande sogno: una vacanza in giro per l'Europa con una cara amica con tappa a Duisburg, la Woodstock del Duemila, per la Love Parade, maxi festival della musica techno, appuntamento annuale che attira nella cittadina della Ruhr centinaia di migliaia di giovani. Mischiarsi fra tutti quei ragazzi, stare sotto al palco, sentire dal vivo le casse che martellano la musica era il suo sogno. Un sogno che l'ha uccisa.
Giulia Minola, 21 anni, di Brescia, è morta sabato pomeriggio schiacciata tra la folla che cercava di raggiungere il palco dell'esibizione. È morta insieme a altri 18 ragazzi e ragazze che come lei volevano solo ballare e divertirsi. Giulia è morta nella ressa che si è creata sotto al tunnel di ingresso all'area del concerto, schiacciata da decine di giovani che, perso ogni controllo, cercavano di uscire da quel budello buio e soffocante. Giulia è morta a pochi metri dall'amica che era partita con lei per la Germania. L'amica ferita lievemente ha saputo però solo in ospedale della morte di Giulia.
LA DRAMMATICA NOTIZIA è stata comunicata nel cuore della notte alla madre Nadia Zanacchi, insegnante di Inglese alla scuola media di San Polo e al padre Roberto, imprenditore. Ma la donna era già ore che provava a comunicare con la figlia, subito dopo aver saputo quello che era successo in Germania, ma il cellulare rimaneva muto. Sapeva che Giulia era all'happening musicale, sapeva che era la prima tappa del suo viaggio nel Nord Europa. Era preoccupata, la mamma di Giulia, ma ha cercato di pensare positivo: le tv davano notizia che tutte le reti cellulari erano saltate, non ha voluto pensare al peggio, è rimasta in ansia per ore, sperando che sua figlia non fosse in quel maledetto tunnel della «Karl-Lehr-strasse», che fosse già sotto al palco quando la folla è impazzita, quando la pressione ha fatto perdere la testa a tutti, quando la polizia pare che abbia impedito l'accesso alla vecchia stazione ferroviaria. Ha sperato fino all'ultimo mamma Nadia, ma all'una di notte è suonato il campanello nell'abitazione al numero 7 di via Marenzio. A suonare i carabinieri della compagnia di Brescia. Con gentilezza e il maggior tatto possibile i militari hanno comunicato alla signora che doveva subito mettersi in contatto con il console italiano in Germania perchè c'erano comunicazioni importanti.
Per la mamma di Giulia è crollato il mondo, con le mani tremanti ha composto il numero del console. Parole scelte con cura e cautela, ma drammatico il contenuto: «il nome di sua figlia è nell'elenco delle vittime della strage in Germania». La mamma di Giulia ha continuato a sperare, alle 6.30 la conferma dalla Farnesina.
UNO STRAZIO infinito per i genitori, e per la sorella Claudia, di un anno più grande, che domani partiranno per la Germania. Giulia sarebbe dovuta rientrare a casa sabato. Per la Germania era partita giovedì con l'amica: l'aereo fino a Dusseldorf, poi il trasferimento a Duisburg. L'appuntamento con la Love Parade, poi qualche giorno a Amsterdam e il rientro a Brescia per le vacanze con la famiglia. Vacanze che non ci saranno. Giulia è morta sabato pomeriggio, stritolata dal suo sogno.
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1 spark70 26/07/2010 18:06 129 commenti
musica??? a me sembrava un a riunione di tossici....povera ragazza, non dovevano mandarla i genitori