La storia difficile di Simone
un uomo che è nato femmina

LONATO. Ha 20 anni, trascorsi tra incomprensioni e pregiudizi, il giovane transessuale che ha deciso di essere ciò che è. Un intervento illegale in Italia ha dato una scossa a una vita fatta anche di genio e creatività e di appassionato impegno civile
26/07/2010
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Simone Franchini: una storia che fa a pezzi tanti luoghi comuni

Lonato. Nascere femmina ma sentirsi un maschio fin dalla più tenera età. Ben prima di aver acquisito una concreta percezione di sè, possibile solo con la crescita, una efebica bimba di Lonato si sentiva estranea al ruolo assegnatole dall'anagrafe. Una storia difficile emersa da un incontro casuale con la studentessa Simona Franchini, geniale e austera liceale dietro la cui doppia bocciatura ci doveva essere qualcosa di strano. Anzi qualcuno. Qualcuno che oggi si chiama Simone.
«Ho 20 anni - esordisce seccamente - e qualche mese fa ho raggiunto il mio riflesso allo specchio dopo una mastectomia effettuata illegalmente in Nordafrica: un intervento che nel nostro Paese non sarebbe stata autorizzato. A 19 anni avevo iniziato, senza prescrizione medica, a iniettarmi ormoni maschili e a centellinare minuto dopo minuto lo sviluppo della mia peluria, l'aggravarsi del mio timbro vocale, la redistribuzione della massa magra e adiposa e tanti altri cambiamenti. Un anno prima ero fuggito dalla casa dei miei genitori a Lonato, nella quale (non) avevo vissuto fino ad allora. E in questo tempo avrò traslocato una dozzina di volte, passando da ostelli a posti letto per studenti: la mia sistemazione attuale».
Una scelta decisa maturata su una consapevolezza sempre esistita: «Da piccolissimo il mio aspetto era quello di una bambina - ricorda Simone -. Sono biologicamente nato nel sesso femminile e tuttora sui documenti sono considerato Simona dallo stato italiano. Ma ideando magiche storie popolate da sirene e da strambe creature, fra disegni, poesie e racconti segreti di un'identità nascosta fino alla maggiore età, fin da quando avevo pochissimi anni decisi che il vero me stesso doveva essere protetto; e rimasi al sicuro nell'involucro originale: il corpo di femmina».
E la scuola? «Ho trascorso nella mia camera i miei primi 18 anni. In aula c'era uno spazio di distacco estremo tra me e i miei coetanei, che percepivano un'ambiguità incomprensibile e spesso mi si scagliavano contro in comportamenti di intolleranza, che talvolta includevano anche gli insegnanti. In famiglia mi pensavano malato e la gente non esitava a insultarmi e umiliarmi, comprese tre psicologhe bigotte alle quali ero stato indirizzato e con le quali ho interrotto presto ogni contatto».
«Per anni - prosegue - ho celato a fatica l'anoressia e la bulimia provocate dall'insoddisfazione per il mio corpo, e ogni sera contemplavo il suicidio, convinto che non avrei mai potuto vivere nella realtà».
Nella solitudine della sua stanza, però, Simone ha colto la libertà di un universo parallelo fatto di disegni, romanzi, composizioni al pianoforte, vincendo sette borse di studio in concorsi artistici e letterari. Più tardi, in una palestra ha incontrato l'autocontrollo del karate, praticato e insegnato fino alla cintura nera.
Fino alla svolta. «Una mattina una ragazza, dalla quale mi sentivo spudoratamente attratto, mi disse: "So che ti senti uomo. Ma si può diventare uomo?". La risposta sembrava ovvia ma, dopo una breve ricerca in rete mi balenò nella mente ciò che avevo sempre visto nello specchio e la soluzione era così semplice che mi parve incredibile non averla mai congetturata. Scoprii di essere un uomo transessuale e che c'erano altri come me, uno ogni centomila».
Ora Simone ha trasformato il suo corpo e sembra aver raggiunto un equilibrio. «Per iniziare a esistere in questa galassia ho dovuto prima fabbricarmi un corpo, ma a causa di ciò la società mi ha devastato tutto il resto: la possibilità degli affetti, della serenità, dell'istruzione, di un lavoro regolare, il riconoscimento dei diritti. Sopravvivo come posso: dipingo su tessuti, do ripetizioni, faccio il dog sitter ed eseguo illustrazioni».
Ma è anche molto attivo «nella lotta contro la disinformazione e la discriminazione sessuali». È stato protagonista di dibattiti televisivi, promuove manifestazioni e campagne. E per il suo domani si affida alle certezze dell'oggi: «Sono nonviolento, antispecista, semivegetariano, ateo e orgogliosamente sbattezzato. Vivo con 400 euro al mese; vorrei riprendere gli studi, ma non ne ho la possibilità. Sogno un futuro in cui vivrò solo grazie all'arte che mi ha tenuto acceso, e nel quale aiuterò altri ragazzi che, come me, hanno subito una società deformata dalla superficialità, dal pressapochismo».

Flavio Marcolini


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1 Simone_FtoM 26/07/2010 22:35 1 commenti

Anche nell'oceano si rinvengono sprazzi di luce.

2 ROBYPASINETTI 26/07/2010 14:05 2 commenti

L'umanita' e' un oceano di stupidita'(fa pure rima).

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