Il Brescia suonato subito alla «prima»
Ora è un'altra musica
I biancazzurri steccano al ritorno sul palcoscenico della A dopo 5 anni Per il Parma avvio trionfale: sblocca subito Bojinov, raddoppia Morrone
La marcia trionfale dell'Aida, che accompagna l'ingresso in campo del Parma, è un segnale. La serie A è tutta un'altra musica e il Brescia se ne accorge sulle proprie orecchie. Finisce suonato, incapace di cambiare spartito all'opera imposta dagli emiliani, salvati da Mirante dopo 7 minuti (girata di Possanzini) e bravi a passare in vantaggio al primo affondo (11': magia di Giovinco, rete di Bojinov a porta vuota). Semaforo rosso da una parte, semaforo Verdi dall'altra.
Poco prima dell'intervallo i biancazzurri pagano ancora dazio alla fragilità difensiva (girata sottomisura di Morrone su assist aereo di Lucarelli, tutto nella più assoluta libertà) e il notturno di Parma diventa poco romantico (altro che Chopin) e mette tristezza. Le stonature, più che dai primi violini e dai solisti, arrivano dagli orchestrali, quelli che stanno nelle retrovie. Si sapeva, ma si sperava che il Brescia potesse comporre una musica diversa sul palcoscenico più prestigioso e in un teatro come il «Tardini». Invece la realtà affiora nuda e cruda, come da mercato.
IL BRESCIA ha un portiere titolare affidabile (Sereni), ha ricambi in attacco (Eder e Cordova, subentrati nella ripresa, qualcosina in più hanno portato), sa costruire e non è in soggezione di fronte a un Parma più completo, oltre che più esperto e smaliziato. Marino ha una squadra con un robusto cardine in ogni reparto: l'abilità di Lucarelli dietro, la corsa di Valiani in mezzo, la tecnica di Giovinco e la concretezza di Bojinov. Il Brescia non dispiace dalla cintola in su. Diamanti e Possanzini prima, Caracciolo ed Eder poi, questi ultimi ispirati da Cordova, fanno gridare al gol. Si comprende che il Brescia può trovare la rete da un momento all'altro.
Il problema è che, in questo momento, il vestito che Iachini ha cucito sulla squadra manca di stoffa. E se dalla moda si passa all'edilizia, la casa del Brescia è piena di bei mobili e di lampadari che arredano, ma muri e fondamenta vanno puntellati. E alla chiusura del mercato mancano due giorni.
Resta Parma, una sconfitta che non spaventerà se Iachini, da dopodomani, a Storo potrà lavorare su una rosa rinnovata con un centrale difensivo (o anche due), ricambi sugli esterni perchè a sinistra uno che vada sul fondo per crossare non c'è, e un mediano di nerbo, di lotta, che di governo ce ne sono già abbastanza.
LA GARA si mette subito male per il Brescia. Giovinco inventa un pallonetto sotto per Bojinov (11'), che scarta Sereni ed è 1-0. Il Brescia si rianima a fatica, sui lanci dei centrocampisti del Parma patisce i tagli di Marques e di Giovinco, che Dallamano manco vede.
Possanzini (12') stecca un tiro al volo da buona posizione, poi al 27' di testa gira bene un centro di Dallamano ma il pallone è alto. Finchè ha fiato, Diamanti si sacrifica anche in compiti non suoi e, al 37', il capello dell'ultimo della barriera del Parma gli devia una punizione quel tanto che basta per impedire al Brescia di cantare note celesti.
Ogni speranza svanisce quando l'orchestra del Parma, a grande richiesta, concede il bis. Martinez sbaglia un aggancio ai 20 metri, Bojinov lo prende d'infilata, il Tuma lo stende e si becca l'ammonizione. Sulla punizione di Giovinco, Lucarelli fa la sponda sul secondo palo, la sfera attraversa tutta l'area piccola prima di trovare l'acuto di Morrone, il capitano del Parma.
Buonanotte ai suonatori, ma il Brescia prova a cambiare strumenti e a sperimentare nuovi suoni. Kone per Zambelli (l'asse di destra ellenico-gavardese è l'aspetto più positivo della prima serata di gala), accelerazione e cross, tacco di Caracciolo che Mirante respinge a fatica. È il 3'.
Certo, la squadra di Iachini si scopre, rischia di finire stordita dagli andanti con brio del Parma, ma Sereni salva su Bojinov (7') e su Valiani. Entrano Cordova (10', fuori l'inconsistente Budel) ed Eder per Caracciolo (17') e dalla musica di Verdi si passa a un samba non irresistibile ma che fa ballare un po' la difesa del Parma.
Il cileno crea, il brasiliano prova a trasformare. Succede al 29' (colpo di testa fuori su punizione) e al 43' (inzuccata sul palo esterno da calcio d'angolo). Finisce ancora con la marcia trionfale dell'Aida. Il Brescia è suonato.
Serve che le sirene del mercato siano davvero suadenti e che l'aria di Storo faccia il miracolo.
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