Caccia, da oggi si spara
Il Tar non ferma la pre-apertura
LA SENTENZA. Contrariamente a quello che era accaduto lo scorso anno, i giudici amministrativi hanno ritenuto corretto l'operato della giunta provinciale. Bocciato il ricorso della Lac che chiedeva un decreto d'urgenza per fermare le doppiette. Da oggi si spara a tortore, merli e cornacchie
La Provincia incassa una importante vittoria giuridica contro il mondo ambientalista. Il Tar di Brescia ieri ha respinto il ricorso della Lac (la Lega per l'abolizione caccia) che chiedeva lo stop alla pre-apertura della stagione venatoria per tortora, merlo, cornacchia nera e grigia. Da oggi e fino al 16 settembre, tutti i giovedì e le domeniche (solo la mattina fino alle 13) sarà possibile cacciare le quattro specie di volatili da appostamento fisso e temporaneo fino ad un massimo di 5 per cacciatore (per tortore e merli). Una bella rivincita per l'assessorato retto da Alessandro Sala e per il suo dirigente Federico Pea, dopo che l'anno scorso si erano visti bocciare un provvedimento simile. Una vittoria che ad ogni modo non si aspettava nemmeno l'assessore, tanto da saltar sulla sedia quando gli hanno comunicato il pronunciamento del Tar.
Cosa sia cambiato rispetto all'anno scorso e quali strategie abbia seguito l'assessorato per dribblare il sicuro ricorso degli ambientalisti lo spiega lo stesso Pea: «Abbiamo stilato il provvedimento seguendo le direttive cardine del documento Ornis validato dalla comunità europea in merito alla salvaguardia delle specie e avendo il parere favorevole dell'Ispra.
Documento che dimostra come le tortore non nidifichino nel mese di settembre tesi sostenuta dalla Lac - ma entro la fine di agosto, quando l'ultima nidiata è già uscita dal nido». Nelle ragioni espresse dal tribunale amministrativo di Brescia si legge che la disposta pre-apertura (e il correlativo anticipo della chiusura) appare conforme alla vigente normativa regionale ed alla legge nazionale; «che la stessa è limitata a 2 giorni a settimana e a mezza giornata, con un limite massimo di prelievi per ciascun cacciatore».
Inoltre «l'Ispra ha sul punto espresso parere favorevole con prescrizioni» e se «il provvedimento impugnato sembra accompagnato da una logica motivazione (riferimento alla caccia per specie, limitazioni di ordine temporale e territoriale, predefinite categorie di cacciatori), il parere Ispra non può essere indagato isolatamente ma deve essere vagliato quale elemento dell'articolato iter procedimentale». Per questo sembra depotenziata la situazione di estrema gravità che giustifica l'adozione di un decreto monocratico d'urgenza. Resta il fatto che l'ulteriore previsione delle 2 giornate aggiuntive di caccia dall' 1 ottobre al 30 novembre sarà discussa nella Camera di consiglio del 30 settembre. Non poteva che trasparire soddisfazione il commento dell'assessore Sala: «ringrazio il presidente della Provincia Daniele Molgora ed il vicepresidente Giuseppe Romele per il sostegno che mi hanno accordato unitamente al direttore dell'Assessorato per il lavoro svolto. Esprimo inoltre la mia soddisfazione anche per il mondo venatorio perché finalmente è stata emessa un'equilibrata interpretazione della normativa, facendo giustizia sugli sforzi profusi nel tentativo di offrire certezze ai cacciatori».
Pietro Gorlani
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