Una bresciana «infiltrata»
tra le hostess di Gheddafi
L'INFILTRATA. Sara Grattoggi era tra le 200 ragazze arruolate per sentire la lezione sull'Islam del leader libico a Roma. Giornalista freelance, s'è intrufolata superando i controlli predisposti. «Situazione caotica: qualunque ragazza sarebbe potuta entrare»
Da attenta osservatrice dei problemi della scuola italiana a curiosa hostess-studentessa del colonnello Gheddafi. È il curioso destino che nei giorni scorsi è toccato a Sara Grattoggi, venticinquenne bresciana che da due anni vive a Roma, dove ha frequentato la scuola di giornalismo alla Luiss lavorando poi come freelance per l'edizione romana di Repubblica, facendo così tesoro della sua precedente esperienza a Bresciaoggi. Un ritorno in aula per una insolita lezione da infiltrata, dopo aver documentato nell'ultimo anno con la stessa curiosità giornalistica i problemi della scuola italiana dopo i tagli del ministero guidato dalla sua «concittadina» Mariastella Gelmini.
Il compito del giorno prevedeva di raccogliere qualche dichiarazione tra le ragazze reclutate da una agenzia online di hostess per seguire (retribuite) la lezione del leader libico Muammar Gheddafi su donne e islam. Lei, come sempre curiosa (e per l'occasione pure un po' spericolata) ha inseguito lo scoop ed ha raccontato la sua incursione in aula.
«C'ERA TANTO CAOS al momento dei controlli - spiega Sara -, io ho cercato di parlare con alcune ragazze, ma loro avevano avuto precise indicazioni: nessuna parola con i giornalisti pena la cancellazione dall'agenzia». Ma gli organizzatori, dopo l'esubero di persone del giorno precedente, hanno faticato ad organizzare i pullmann navetta che dovevano portare le ragazze dal Foro Italico all'Accademia libica, ed allora Sara si è lanciata. «Sono entrata in una delle file di attesa per salire sui pullmann ed ho sperato». Non senza un po' di giustificata apprensione per il suo obiettivo di giornalista, Sara è arrivata fin dentro l'aula. «Al momento dell'ingresso si era diffusa la voce che una giornalista era tra le ragazze, ed i controlli si sono intensificati, ma io da dietro ad una colonna sono riuscita a correggere l'unico particolare che avevano notato. Non è stato poi così difficile». Delle presenti al cospetto del colonnello Sara era probabilmente la più interessata e disinteressata allo stesso momento. Certamente l'unica non retribuita dall'agenzia che aveva promesso a tutte un compenso di 100 euro lordi (80 netti). «Non so - scherza lei - se l'avevano detto a Gheddafi, perchè lui si è vantato a lungo di avere sempre un seguito di ragazze curiose in ogni posto in cui è stato. Di certo mi sono ritrovata con tantissime ragazze che erano state reclutate ad arte: un esercito multietnico di persone che in alcuni casi si erano sobbarcate anche dei viaggi per poter essere presenti (e riscuotere il dovuto)». Delle 500 presenze previste inizialmente, infatti, solo 200 sono state ammesse e l'organizzazione ha dovuto comunque riconoscere a loro almeno 50 euro per il disturbo. Il dibattito? «Ci sono state belle testimonianze da parte di ragazze con ex fidanzati musulmani, altre con esperienze familiari simili. Mi ha colpito una frase del colonnello: fondiamo le nostre genti in un unico popolo. Ma come fare alla luce di tali e tanti distanze culturali?». Non sono mancate le aperture: «Gheddafi ha detto di convertirsi pur non rinunciando al Vangelo, i cui insegnamenti sono compresi nel Corano: secondo lui se Gesù avesse conosciuto Maometto sarebbe stato islamico».
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1 spark70 02/09/2010 14:46 130 commenti
scusate perche infiltrata?....le bresciane non amano gheddafi o gli arabi??....i matrimoni con marocchini sono superiori qui a brescia....