Test d'ingresso da cervelloni:
la partenza è già in salita

A INGEGNERIA. Quasi in 1.100 in via Branze a caccia degli 80 punti che consentono di partire senza debiti. Sufficienti 15 punti per «passare», ma dopo le due ore e mezzo concesse per risolvere i quesiti, molti studenti temono di non aver azzeccato nemmeno il minimo delle risposte
02/09/2010
Zoom Foto
Studenti concentrati per il test obbligatorio che si è tenuto ieri mattina a Ingegneria SERVIZIO FOTOLIVE

Brescia. Difficile anziché no. Le future matricole di Ingegneria scoprono prima di iniziare con gli esami veri e propri che in via Branze non sarà una passeggiata. A cancellare le illusioni degli ottimisti ci ha pensato il test d'ingresso che hanno dovuto affrontare ieri mattina. Molti ne sono usciti con il dubbio di non aver messo insieme neanche il minimo dei 15 punti su 80, necessari per affrontare i corsi senza debiti da saldare.
D'altronde, sebbene non selettivo (tutti i corsi triennali di Ingegneria sono a ingresso libero), il test è obbligatorio, ed è predisposto dal consorzio interuniversitario Cisia. È uguale per tutte le facoltà che aderiscono (poche restano fuori), e viene somministrato nello stesso giorno in tutta Italia. Prevede sezioni di logica, comprensione verbale, matematica 1, scienze fisiche e chimiche e matematica 2. Le prime due valgono 15 punti ciascuna, la terza e la quarta 20, l'ultima 10. E per ciascuna si ha a disposizione mezz'ora esatta per non più di 2 ore e mezza totali.
Ieri mattina si sono presentati in 725, poco meno dei 753 che avevano fatto domanda. Ma a questi vanno aggiunti i 372 che avevano già passato il test in primavera, e insieme fanno quasi 1.100, a fronte dei 946 presenti l'anno scorso su 992. Sono venuti dalle valli, dalla Bassa, da Cremona... Per chi ha le idee chiare sugli studi futuri è l'unico test, per altri è solo il primo di una serie in pellegrinaggio tra altre facoltà. Se si immatricolassero tutti, per Ingegneria sarebbe il pienone.
SONO ARRIVATI in massa alle 9, e tempo per le formalità, alle 10 in punto hanno preso a fare i conti con le 80 domande chiusi in 8 aule della facoltà. Le due ore e mezza se le son prese proprio tutte. Anzi, potendo sarebbero rimasti ancora, ma alle 12.30 il tempo è inesorabilmente scaduto, e sono stati messi fuori tutti insieme.
Manco a dirlo, «erano difficili soprattutto le domande di matematica, fisica e scienze», sottolinea Nicola Quintarelli. Viene dall'Itcg Olivelli di Darfo e pensa di iscriversi a Ingegneria informatica. Ma «farò anche il test di Economia», ammette. Per dare un'idea dell'aria che tira, «non era tanto facile, ma con 15 si passa», dice Carla Bettinsoli che ha in mente di iscriversi a Gestionale. «Quelli di allenamento erano più facili», assicurano Simone Contessa che pensa a Informatica e Mattia Savardi pronto per Elettronica. «Bisognava essere preparati», ammette Francesco Mensi indirizzato a Meccanica. Vengono tutti e cinque dallo scientifico di Gardone Valtrompia, e sotto sotto sono convinti di avercela fatta.
Emanuele Delledonne, che invece viene dallo scientifico di Adro, lamenta il «poco tempo» a disposizione. «Per raggiungere il 15 era importante gestirsi bene - dice a cose fatte -, bisognava non perdersi su una domanda difficile ma rispondere subito a quelle sicure». Lui assicura di aver seguito il metodo, e spera nel risultato. In caso contrario, scattano gli obblighi formativi aggiuntivi, e prima del primo esame bisognerà superare un percorso di matematica.
Va da sé che la preparazione conta, e la cremonese Cristina Ghidini, che «abbastanza» preparata era, può dire che «non era difficile ma fattibile». È una che peraltro ha fatto il liceo psicopedagogico nella sua città, e ora si immatricolerà a Civile. Il suo concittadino Marco B., invece, trova quel test «molto tosto», ma ammette la «impreparazione» in scienze, e ora non gli resta che sperare di potersi iscrivere senza debiti a Ingegneria ambientale, anche perchè neanche ha in programma altri test.
UNA PROVA «normale, con alcune domande un pò difficili», per Aldo Tiberti, fresco del Geometri di Darfo e deciso per Civile senza alternative. Potrebbe sembrare che i ragazzi esagerino le difficoltà, ma alcune annate del passato stanno a dimostrare che un terzo circa dei candidati non riesce neanche ad avvicinarsi al 15 del minimo utile. Qualcuno è stato capace persino di zero su 80. Naturale, poi, che avendo studiato sul serio tutto sembri più facile. Ed è il caso pure di tre ragazzi dello scientifico di Palazzolo. Trovano le domande di matematica «facili», e il test nel complesso «non difficile», anche se scienze era «meno facile» delle altre. «Sarebbe stato necessario studiare - dicono - ma durante l'estate...». In ogni caso, ora pensano al futuro prossimo senza grandi patemi. Fabio Lorenzi andrà a Informatica, Alba Lleshi a Civile e Alice Raffaele ancora a Informatica. E lì cominceranno le difficoltà vere. Ma lo mettono in conto.

Mimmo Varone