Il Brescia è completo ma c'è il rebus-modulo

L'ANALISI. Chiuso il mercato fino a gennaio Iachini dovrà lavorare su questa rosa. Il fantasista più due punte stimolante per lo spettacolo ma potrebbe rivelarsi eccessivo per chi deve salvarsi. E domenica, con il Palermo, la difesa è già rimaneggiata
06/09/2010
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Il presidente Gino Corioni e l’allenatore Beppe Iachini: c’è curiosità per il Brescia uscito dal mercato

Brescia. Adesso che il mercato è finito e la rosa del Brescia sarà questa fino all'anno nuovo (salvo inserimento di svincolati), si può iniziare un discorso serio sulla squadra che affonterà il campionato di serie A.
La prima a Parma è andata male e la rabbia non sta nella sconfitta in sè quanto nel non aver giocato al «Tardini» ad armi pari: da una parte una squadra completa e rodata in tutti i reparti, dall'altra una formazione rabberciata in difesa, con troppi giocatori non al meglio della forma e con alcuni buchi da tappare nelle ultime giornate di trattative.
ADESSO il Brescia deve assumere un volto definitivo. In teoria. In pratica non lo avrà nemmeno domenica con il Palermo, per il debutto casalingo. Come a Parma, anche al «Rigamonti» Beppe Iachini rischia di avere la retroguardia con gli uomini contati. Sicuri assenti sono Mareco e Zebina, l'ultimo arrivato. Il paraguayano è convalescente dall'operazione al menisco esterno del ginocchio sinistro; il francese in giugno ha subito lo stesso intervento e sarà pronto solo a fine mese. Zoboli si è stirato a Parma. E sabato a Coccaglio non c'erano nè Zambelli (leggera distrazione all'adduttore della coscia destra) e Dallamano (colpo di frusta nell'amichevole di giovedì sera a Storo contro il Calcio Chiese).
Dando per scontata la firma di Antonio Filippini, come sarà il Brescia anti-Palermo? Se Iachini manterrà il 4-3-1-2 visto finora, Sereni dovrebbe essere confermato tra i pali; in difesa Berardi a destra, la coppia Martinez-Bega al centro e uno tra Dallamano e Daprelà a sinistra; in mezzo Filippini e Vass interni, con Cordova in regia; davanti Diamanti trequartista con Caracciolo ed Eder.
Quale squadra possibile dopo il mercato? Sempre tenendo fisso il 4-3-1-2, la squadra dei sogni prevede in porta Sereni; Zambelli e Daprelà terzini, Zebina e Bega centrali di difesa; Filippini, Cordova e Vass trio di centrocampo; Diamanti alle spalle di Eder e Caracciolo. Le alternative non mancano: Arcari in porta; Berardi, Martinez (o Zoboli), Mareco (o De Maio), Dallamano in difesa, Kone, Budel e Baiocco a centrocampo; Cordova (o Taddei) dietro a Possanzini e Feczesin.
NATURALMENTE si può discutere non solo sugli uomini, ma anche sul modulo. Iachini ha provato fin dai primi giorni del ritiro estivo il 4-3-1-2, alternato al 3-5-2 con cui ha portato il Brescia alla promozione. Non erano ancora arrivati Diamanti ed Eder, eppure a Storo l'allenatore ascolano lavorava su uno schieramento spregiudicato. La domanda è: può il Brescia coniugare i risultati con un calcio aperto e spumeggiante? È obbligato anche a dare spettacolo, oltre che a cercare i punti-salvezza?
Un bel dilemma, da risolvere secondo Iachini con un altro tipo di atteggiamento: «Non possiamo pensare di essere diventati il Barcellona o il Real Madrid - l'analisi a freddo dell'allenatore del Brescia sulla partita di Parma -. In campo dobbiamo metterci sempre grande rabbia ed energia. Voglio giocatori intensi, aggressivi, che facciano scoppiare il pallone. A Parma mi è sembrato di vedere la squadra di Padova. Ci vuole un altro tipo di approccio».
E sul modulo Iachini è stato altrettanto chiaro: «Il 4-3-1-2 può avere riscontri di vario tipo. A qualcuno piace, ad altri no. Io schiero la squadra in base alle caratteristiche dei giocatori e mi interessa soprattutto essere il meno prevedibile possibile».
Meno prevedibile, soprattutto meno vulnerabile. Anche in serie A l'obiettivo-salvezza si raggiunge in primis con la saldezza difensiva. Repetita iuvant.

Vincenzo Corbetta


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