Grande musica e nuove idee
per i duecento anni del Grande
LE CELEBRAZIONI. Sabato e domenica la festa per il massimo teatro cittadino che taglia il traguardo dei due secoli. Sabato le «contaminazioni» di Cale domenica l'orchestra della Scala. Ma anche un convegno storico e visite per conoscere il monumento
Brescia. Si chiama Grande perchè, quando fu inaugurato il 26 dicembre del 1810, venne intitolato a Napoleone «il Grande». La sua matrice illuminista e francofila traspare dalla «allure» generale e da alcuni dettagli del palco reale: l'aquila che lo domina, simbolo della monarchia francese, i motivi egizi che ne decorano le pareti in omaggio alla spedizione egiziana del generale còrso.
Il Teatro Grande compie duecento anni, lavori e restauri dell'ultimo decennio gli hanno tolto rughe e ridato smalto. Ora c'è da recuperare il feeling con la città, da rinnovare la programmazione, da moltiplicare le occasioni di apertura. La prima occasione sarà nel prossimo week end: Comune e Regione, sponsor decisiva la Metalcam, hanno varato un intenso programma di due giorni. Musica, happening, visite guidate per riscoprire uno dei monumenti più belli, intriganti e ricchi di storia della città.
LA STRUTTURA «antenata» del teatro fu la sede dell'Accademia degli Erranti fondata nel 1643. Nel 1664 proprio qui viene aperto il primo teatro pubblico di Brescia. Fra il 1760 e il 1769 l'architetto Antonio Marchetti progetta e realizza la nuova sede dell'Accademia, l'attuale Ridotto con le inconfondibili decorazioni rococò.
Infine su progetto dell'architetto milanese Luigi Canonica (allievo dell'architetto della Scala Giuseppe Piermarini) fra la fine del settecento e i primi dell'ottocento viene realizzato il Grande così come lo conosciamo oggi. L'inaugurazione, due secoli fa, venne festeggiata con la prima esecuzione de «Il sacrifizio di Ifigenia».
L'ammiratore più celebre ed entusiasta del Grande fu Marie-Henry Beyle, meglio noto come Stendhal che, ne «La vita di Rossini», invitava i costruttori di teatri a emulare la sala bresciana: «Non vi è nulla di più grazioso». Il teatro è stato riconosciuto nel 1912 monumento nazionale e ora appartiene al ristretto novero dei 28 teatri di tradizione italiani. Dopo lunghe controversie, la gestione è stata affidata alla Fondazione Teatro Grande, che entro fine mese assumerà la sua fisionomia definitiva.
SABATO e domenica con il titolo «Festeggiamo i 200 anni del Teatro Grande» si prepara un week end spettacolar-culturale brillantemente ideato e curato da Francesca Bertoglio e Fabio Larovere. Si comincia sabato con John Cale e l'unica data italiana del suo concerto che contamina musica rock e strumentazione classica: il musicista gallese e la sua band, con l'orchestra da camera di Brescia, eseguiranno «When past & future collide: Paris 1919 live».
Domenica alle 11 nel ridotto del Grande «chiacchierata tra musica e letteratura» dal titolo «Brescia Napoleone Il Grande» coordinata da Fabio Larovere con interventi dell'assessore alla Cultura Andrea Arcai, dello storico Vasco Frati, del vicepresidente della Fondazione Teatro Grande Renato Borsoni. Il soprano Paola Romanò canterà brani di Rossini e Claudia Guerrini e Luigi Marinelli leggeranno brani di Stendhal (ingresso libero).
Domenica sera alle 21 concerto dell'orchestra dell'Accademia teatro alla Scala, diretta da Daniele Rustioni, che eseguirà fra l'altro l'«Eroica» di Beethoven (ingresso libero, biglietti-invito presso la biglietteria del grande da oggi).
Sia sabato che domenica sarà possibile visitare il Grande con la guida dei musicisti del Conservatorio di Brescia, ammirare arredi, vecchi manifesti, foto di scena selezionate da Umberto Favretto (prenotazioni obbligatorie, dalle 9 alle 13, telefonando allo 030/2979311). Tutti i dettagli del programma su www.faigrandeilgrande.org
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