Boom per professioni sanitarie
Al test in 2.325 per 602 posti

UNIVERSITÀ. Un esercito alla selezione per i corsi di fisioterapia, infermieristica, dietista, tecnico radiologo. Un vero e proprio assalto, tanto che il «ciambellone» Eib non è bastato. Grandi numeri anche per Infermieristica: 1400 pretendenti
09/09/2010
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Ciambellone Eib «tutto esaurito» ieri per i test universitari

Brescia. Neanche il grande "ciambellone" dell'Eib è riuscito a contenerli tutti. E una parte di essi è rimasta in 7 aule della facoltà di Medicina. Un esercito di 2.684 ragazzi e ragazze, italiani e stranieri, di Brescia e province limitrofe, ha cercato di mettere le mani su uno dei 602 posti di matricola (430 solo a Infermieristica) disponibili negli 11 corsi delle professioni sanitarie attive all'Università statale di Brescia.
Lo hanno fatto cimentandosi con le 80 domande cultura generale e logica, matematica, fisica, chimica e biologia di un test "abbastanza facile" rispetto agli anni scorsi, e che tuttavia non mette al riparo da inevitabili delusioni. Alle 9 erano lì per le formalità burocratiche, alle 11 hanno iniziato e molti non hanno alzato la testa per tutte le due ore concesse, fino alle 13.
Si erano iscritti in 2.685, e si sono presentati in 2.325, quasi 200 più di un anno fa. Qualcuno è riuscito già a entrare a Medicina e chirurgia. Altri si sono orientati altrove. Ma tanti di quanti ci hanno provato sono determinati, e non vogliono rinunciare a un futuro da infermiere, fisioterapista, dietista... C'è chi ci prova da anni. Quelle sanitarie sono professioni appetibili, perchè dopo tre anni garantiscono un lavoro sicuro.
Arrivarci, però, non è facile. I posti sono pochi e i pretendenti tanti. Nonostante le tre opzioni possibili, oltre 1.600 dei candidati hanno dato la priorità a Fisioterapia (90 posti). In oltre 300 si contendono i 10 posti di Dietistica, in 855 i 35 di Tecnico di radiologia medica. Persino Infermieristica, fino all'anno scorso con domande sempre inferiori all'offerta, stavolta ha totalizzato oltre 1.400 pretendenti.
IMPOSSIBILE tenerli tutti nel "ciambellone", che è riuscito a contenerne 1.522. Gli altri (cognomi dalla A alla E) sono rimasti nella facoltà di viale Europa. Tutti conosceranno il verdetto entro il 18 prossimo. Da quella data, i più bravi potranno scegliere il corso più ambito tra i tre scelti, e gli altri dovranno scalare. Sarà un lavoro che richiederà un continuo aggiornamento delle graduatorie e qualche settimana.
I test sono stati corretti già ieri pomeriggio dal milanese Vest Group, che li ha preparati. Per somministrarli c'è stato bisogno di 84 tecnico amministrativi della Statale - spiega il professor Giuseppe Romanelli, responsabile dell'operazione -, e nessuno ha potuto copiare. Tutte le copie consegnate avevano domande e risposte a scelta multipla in ordine diverso. Gettare l'occhio sui fogli del vicino equivaleva al suicidio.
Tuttavia non era difficilissimo. Fatima Mahmoudi, uscita dallo Sraffa, dice che alcune domande erano persino «banali». Ma «vedendo tutti questi - aggiunge - di sicuro non passo, sono preparata ma molti lo saranno più di me». È stata tra le prime a uscire, alle 11.45. Margherita Giacomo viene da Mantova e ci prova da tre anni. «Mi è sembrato un test facile - dice -, anche per la cultura generale che proponeva domande sul governo e non le stranezze degli anni scorsi».
Pure Giovanni Orsi di Cremona trova che non fosse impossibile. Ma «nelle materie scientifiche non ero ben preparato - ammette - e molte risposte le ho segnate a caso». In ogni caso ci spera. Restano a sperare pure i bresciani Alice Gussago, decisa a non rinunciare a Infermieristica, Letizia Filippini ed Emiliano Inversini che tentano dopo il «fiasco» con Medicina.
CREMONESE è Corinna Morini che «mi son trovata bene persino con le domande sul governo». Al contrario, Sara Lemkhanat, arrivata dal Marocco un anno fa e decisa a far l'ostetrica, proprio di fronte a quelle domande si è sentita «straniera» davvero. «È andata così così - dice -, e se va male farò Economia, non resto senza studiare». Intanto, Dorcas Okyere, maturità dell'Alberghiero di Gardone, ancora si arrovella sull'acqua pesante di una domanda.

Mimmo Varone


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