Il saluto commosso del paese
a un «piccolo grande uomo»
GHEDI. Ieri mattina si sono svolti i funerali del piccolo Matteo Zani, morto a 8 anni travolto da un cumulo di mais. È la scritta lasciata dai genitori affranti dal dolore un motto ricordato anche nell'omelia funebre. Le parole dei tanti amici. Annullata la «Notte bianca»
Ghedi. «Ciao piccolo grande uomo» hanno scritto i genitori di Matteo Zani, morto domenica sera per soffocamento, a 8 anni, nella cascina di casa, travolto dal mais su cui giocava. Lo ha ripetuto don Giovanni, curato dell'oratorio che ieri mattina a Ghedi ha celebrato i funerali in una chiesa affollata.
Tanta gente ha accolto sotto la pioggia di una grigia mattina di settembre, come se pure il cielo si fosse vestito a lutto, quella piccola bara bianca, come bianchi erano i fiori che i suoi compagni di scuola hanno offerto alla Madonna, nella giornata dedicata a «Maria bambina», come bianche le scatole che contenevano i loro messaggi di saluto, che accompagneranno Matteo nella tomba perché si senta meno solo.
Eppure «Se il vostro bambino potesse parlare vi direbbe con dolcezza: perché fate così? Io non vi ho lasciato, vi sono ancora vicino, sono solo andato avanti, ma qui dove mi trovo vi reincontrerò». Don Giovanni ha cercato parole di conforto e di speranza per Mara e Luigi, i giovani genitori affranti, la testa bassa. «Vorrei essere un angelo per offrirvi parole di consolazione, perché abbiate fiducia in Dio senza cedere alla disperazione, per quanto trafitti; non siamo qui per compiangerci, ma per affermare che la morte non è l'ultima parola della nostra vita».
PER QUESTO è stato scelto il brano di Matteo, che racconta la nascita di Gesù, ieri che era il «compleanno della Madonna» e «chi meglio di Lei, che tanti perché si sarà posta nella vita, può darci una mano a vivere fiduciosi in Dio, anche nei momenti più difficili, a credere nella vita eterna?». E così «Ogni volta che reciteranno l«Ave Maria» - hanno ricordato Anna e Alessandra le sue catechiste - sarà come pregare anche per Matteo». Nell'omelia sono poi state ricordate le virtù del ragazzino, che a scuola e a catechismo voleva ascoltare, che veniva affiancato a chi si trovava in difficoltà perché sapeva accorgersi degli altri e dei loro bisogni. «Era un bambino buono e disponibile, che ha lasciato una bella testimonianza di umanità vera». Tuttavia nessuno vive eternamente su questa terra, lunga o breve che sia la sua permanenza, ma «non sarà un pezzo di legno, un pugno di terra a imprigionarci, poichè tutti siamo destinati all'eternità e alla gioia del paradiso». Intanto però sulle spalle degli amici di papà la piccola bara è tornata sul carro funebre avviandosi al cimitero, accompagnata dalla folla, affiancata dagli amministratori, da una rappresentanza del Sesto Stormo, dai Carabinieri, dalla Croce rossa, da altri genitori che in passato hanno perso un figlio. Il posto di Matteo ora è solo nei cuori di chi lo ha amato. E in segno di lutto è stata annullata la «Notte bianca» che avrebbe dovuto svolgersi sabato.
Milena Moneta
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