I docenti: «Via i simboli dalla scuola»

LO SCONTRO DI ADRO. Un'assemblea del personale docente e Ata vota all'unanimità un documento che chiede di eliminare i marchi presenti nel nuovo plesso. Gli arredi con il Sole delle Alpi? «Niente emblemi di partito in un ambiente che è educativo e rispettoso delle idee di tutti»
15/09/2010
Zoom Foto
Il «Sole delle Alpi» all’ingresso della scuola

Adro. Non hanno partecipato all'inaugurazione, e solo col ritorno in aula alcuni insegnanti in servizio nelle scuole inserite nel nuovo polo di Adro (dell'infanzia, elementare e media) hanno scoperto gli arredi marchiati col Sole delle Alpi. E hanno manifestato il loro disappunto per l'addio alla vecchia intitolazione (ora la dedica è a Gianfranco Miglio), per l'assenza della bandiera italiana e, appunto, per la presenza del simbolo celtico (e leghista) in ogni angolo.
La rezione non si è fatta attendere, e in 24 ore i docenti hanno organizzato, ieri pomeriggio, un'assemblea fuori orario di servizio con i sindacati scuola di Cgil e Cisl e con lo Snals. Alla fine, il personale insegnante e «Ata», oltre 70 persone, ha votato all'unanimità un documento unitario che sarà diffuso dalle tre sigle sindacali.
Salutato Gianluigi Cadei, il dirigente scolastico che lunedì ha scritto al sindaco, e ai dirigenti scolastici regionale e provinciale, chiedendo di rimuovere con urgenza il Sole delle Alpi da arredi e spazi dell'edificio, Pierpaolo Begni (Cgil), Battista Alghisi (Cisl) e Mario Soldato (Snals) hanno riferito che nell'incontro sono emerse non poche stranezze. «Nel corso dell'assemblea - hanno spiegato i tre responsabili provinciali dei sindacati scuola - i presenti hanno riferito di aver scoperto solo tra sabato e lunedì zerbini, cartelli e banchi marchiati. Venerdì, gli insegnanti che nel primo collegio docenti avevano chiesto di mantenere la dedica della scuola ai fratelli Dandolo non hanno visto nulla del genere. Il simbolo è stato piazzato sui banchi durante la notte; e senza il loro consenso».
Le conclusioni? «L'assemblea è terminata ribadendo il totale disaccordo con la presenza di simboli di partito in un edificio che deve restare un ambiente educativo rispettoso delle idee di tutti, concordando pienamente con la richiesta del dirigente scolastico di rimuovere con urgenza tutti i marchi presenti. Il documento unitario che sarà pubblicato domani (oggi per i lettori) indicherà le diverse iniziative deliberate per proteggere la scuola pubblica, garantendo il rispetto delle regole e la crescita serena dei bambini che la frequentano».

Giancarlo Chiari




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1 brixian 15/09/2010 23:14 6 commenti

E’ inquietante e disgustoso ciò che da molto tempo accade ad Adro. L’ineffabile sindaco ci ha abituati a gesti e iniziative che si spingono sempre più in là nel territorio dell’intolleranza verso tutti coloro che non si adeguano al “verbo” leghista. Lo sappiamo bene che il Sole delle Alpi è un simbolo antico e che pertanto non è stato inventato dalla lega, non vi era alcun bisogno che ce lo ricordasse il dottissimo sindaco. Il fatto è che la lega nord si è appropriata di questo e di molti altri nobili simboli, per “marcare” territori come fossero “cosa sua “e per inventarsi entità geografiche fittizie. All’illuminato Lancini va ricordato che domani un amministratore potrebbe “addobbare” l’ingresso di un edificio pubblico con una bella svastica e con tante altre nei corridoi e spiegarci poi che il nazismo non c’entra perché la svastica come simbolo era già presente nel Neolitico. Spero che gli adresi di buon senso, la provincia di Brescia e la parte sana della nostra povera e martoriata Italia si muovano all’unisono per riparare a questa vergogna e riaffermare la democrazia e la libertà in parte del Nord Italia che, per colpevole miopia e imperdonabile ignavia di molti, viene ogni giorno di più occupata da un partito politico che si impone con insopportabile arroganza grazie a un segretario che da “caro leader” nomina figli, badanti e famigli suoi eredi come nella migliore delle Coree del Nord . Il Dirigente dott.ssa Rosa Raimondi ha fatto benissimo ad intervenire su questa faccenda anzi, mi permetto di suggerirle di intraprendere azioni più forti e decise perché vengano rimossi d’imperio quei simboli che rimandano a quel partito, impropriamente utilizzati in un luogo pubblico che appartiene a tutti, tutti, tutti! Non solo ai leghisti.

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