Adro, protesta e ritira le figlie da scuola
LA POLEMICA. Clamorosa presa di posizione di una madre con due ragazzine che frequentano la media nel plesso al centro di un caso nazionale. «Ho detto al preside che le terrò a casa fino a quando non saranno rimossi quei simboli. E se non accadrà cambierò istituto»
Adro. Continua a tenere banco la polemica per il "Sole delle Alpi" sulla scuola di Adro: molti genitori preferiscono ignorare i simboli, concentrando l'attenzione sulle qualità della struttura, ma qualcuno è pronto anche a scelte clamorose per ottenerne la rapida rimozione dei simboli che richiamano lo stemma della Lega Nord.
Laura Parzani, due figlie alla scuola media, ieri mattina ha bussato alla porta del preside comunicando che i figli non sarebbero entrate in classe fino a quando non saranno tolti. «Le mie figlie - spiega Laura Parzani dopo il colloquio con il dirigente scolastico - queste mattina le ho tenute a casa: non posso accettare che la scuola che frequentano abbia più simboli di un sede di partito. Ho chiesto al preside di essere ricevuta e gli ho riferito che le mie figlie, una in prima media, l'altra in terza, non entreranno in classe fino a quando non saranno rimossi tutti i simboli della Lega». E se i simboli non fossero tolti? «Non farò certo perdere scuola alle mie figlie: se non saranno rimossi in tempi rapidi le sposterò in altre scuole dei paesi vicini, a Capriolo o a Erbusco, sobbarcandomi l'impegno di portarceli tutte le mattine in auto perché voglio garantire loro una scuola libera, non influenzata dai partiti» La Parzani, nota ad Adro per essere la figlia dell'ex sindaco repubblicano della cittadina, ma non è mai stata impegnata in politica, conclude: «Quando ho iscritto a scuola le mie figlie ho scelto la scuola pubblica e non la privata perché non volevo crescessero in un ambiente marchiato da un simbolo. Se avessi voluto simboli avrei scelto la scuola paritaria.
Il preside dopo le mie spiegazioni ha preso atto che non si è trattato di una scelta contro la scuola, adesso aspetto gli eventi augurandomi che le autorità intervengano come devono». Ieri sera la protesta della signora Parzani e più in generale la presenza dei simboli nella scuola sono stati al centro della riunione del consiglio di istituto.
Da segnalare, intanto, le prese di posizione del Partito socialista di Brescia che con una lettera al prefetto chiede nella sostanza il rispetto dei doveri di imparzialità che competono ad un sindaco che non può "farcire" un edificio pubblico di simboli di partito.
La richiesta di censura del sindaco è stata chiesta al Consiglio regionale ieri anche dagli esponenti di «Sinistra ecologia e libertà».
Giancarlo Chiari
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1 giuseppedelegato 17/09/2010 18:00 1 commenti
alcuni genitori sono troppo strani