Adro, il sindaco Lancini:
«Via i simboli, ma chi paga?»
LE POLEMICHE DI ADRO. Il primo cittadino ha risposto all'ultimatum lanciato dal dirigente scolastico regionale su indicazione del ministro dell'istruzione Gelmini. Il sindaco cede alle pressioni ma pone un problema di costi per la rimozione dei fregi. Ora parte la trattativa
Adro. Il Sole sta per tramontare sulla scuola di Adro, anche se è quasi passato un mese dall'inaugurazione del polo intitolato a Gianfranco Miglio e poco meno di tre settimane dall'ultimatum lanciato, attraverso il dirigente scolastico regionale, dal ministro Maristella Gelmini affinchè quei 700 «Soli delle Alpi» verde-lega fossero cancellati dai corridoi, dai banchi, dai cestini e persino dal tetto. Non glielo ha detto pubblicamente Umberto Bossi, il suo leader, ma probabilmente l'isolamento e il silenzio che gli hanno riservato i suoi compagni di partito, da via Bellerio ai vertici locali della Lega Nord, hanno provocato in Oscar Lancini, sindaco di Adro e «art director» dell'operazione, qualche ripensamento.
Che avesse scritto al dirigente scolastico regionale nei giorni scorsi lo si sapeva, che avesse in quella lettera dato la sua disponibilità a far tramontare il Sole delle Alpi lo ha confermato ieri lo stesso Giuseppe Colosio: «In una lettera dei toni pacati e cortesi - spiega, con la freddezza di chi preferirebbe parlare d'altro - il sindaco Lancini ha manifestato la propria disponibilità a fare ciò che gli abbiamo chiesto». Via i simboli dalla scuola, dunque, ma con una pregiudiziale. «Chi paga?».
La resa di Lancini - se così si può chiamare, visto che il primo cittadino ha sempre difeso il valore iconografico locale di quei fregi - non è infatti incondizionata: qualcuno deve scucire il denaro necessario per assicurare alla scuola «la neutralità dell'insegnamento impartito», così come ha più volte ribadito il ministro dell'Istruzione Maristella Gelmini rispondendo alle interrogazioni parlamentari piovute sul caso. A occhio e croce - il preventivo è targato Silvio Ferretti, segretario del Pd di Adro - rimuovere i simboli potrebbe aggirarsi sui trentamila euro: mica bruscolini, soprattutto di questi tempi in cui le pubbliche amministrazioni non navigano certo nell'oro.
Ma mentre il sindaco Oscar Lancini continua la consegna del silenzio lasciando parlare gli atti, i vertici locali del ministero lasciano intendere che i costi per la bonifica non sono un problema. «Quello dei costi è un fatto minimale» si lascia sfuggire Giuseppe Colosio e lo conferma a Brescia, anche lei centellinando le parole, Maria Rosa Raimondi, il dirigente scolastico provinciale: «non è questo il problema», ripete. E, comunque, anche il dettaglio finanziario, spiega: «è all'attenzione di chi deve risolverlo».
Sarà probabilmente Maria Rosa Raimondi a seguire le fasi operative della rimozione. Come? «Attendo disposizioni, farò quello che va fatto» risponde lapalissianamente e aggiunge: «penso che la decisione del sindaco sbloccherà la situazione». Le trattative sono appena iniziate e il clima è quello che si respira tra chi mastica di diplomazia. «Siamo in contatto costante con il sindaco di Adro» dicono all'ufficio scolastico regionale. Insomma: sembra ormai solo una questione di prezzo. E, soprattutto, di chi lo paga.(ha collaborato Mimmo Varone)
Marco Toresini
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1 sebo2307 03/10/2010 07:12 9 commenti
Il sindaco, la sua giunta e se possibile qualche cittadino esagitato ( tipo la nonna che ha aggredito la sindacalista ) così imparano che la scuola è di tutti e non è proprietà privata di qualche fanatico. Di sicuro non la gente perbene di Adro che da questa miserevole storia ha vuto solo un danno.