L'ultima di Balotelli: «irrompe» a Verziano
L'INCIDENTE. Approfittando dell'apertura di un cancello, insieme al fratello ha cercato di entrare nella casa di reclusione a bordo della sua auto di grossa cilindrata. «Volevo solo vedere il carcere», e le guardie lo bloccano per mezz'ora. Il fratello aveva un obiettivo: «È vero che qui c'è la sezione femminile?»
Brescia. Super Mario Balotelli ha scelto da tempo: «Non sono un bad boy», aveva commentato nella prima conferenza stampa inglese. La sua auto-definizione l'aveva già data qualche settimana prima: «Sono un pirla», era stato il suo commento dopo gli spari in centro a Milano con una pistola giocattolo. E pure ieri, al carcere bresciano di Verziano, Balotelli è stato protagonista di un altro episodio «discutibile».
VERSO LE 16 il calciatore del Manchester City formatosi nell'Inter si è introdotto senza autorizzazione nel carcere di Verziano con il fratello minorenne, che vive a Bagnolo Mella, a bordo di una Mercedes Amg 6.000, rimanendo chiuso all'interno. Subito è scattato l'allarme delle guardie per la presenza della macchina con a bordo i due giovani di colore che sono stati fermati per accertamenti. «Ci siamo subito accorti che uno dei due era Mario Balotelli - ha riferito Calogero Lopresti, uno dei presenti in servizio, coordinatore della Funzione pubblica Cgil - perchè il personale è intervenuto prontamente ed un personaggio come lui è subito identificabile». Ma i due si sono limitati a dire che erano lì per curiosità, per vedere come era fatto il carcere. «Avete una sezione femminile qui?» avrebbe chiesto il fratello di Mario alle prime domande delle guardie. Una domanda che ha fatto insospettire gli ufficiali: «Volevate vedere qualcuno? Cercate qualche cosa in particolare?».
Nulla di tutto ciò: Supermario ed il fratello erano lì solo per soddisfare l'infantile curiosità di vedere il carcere dall'interno introducendosi arbitrariamente in una struttura superprotetta. Non una visita programmata, come a volte è successo in passato con altri calciatori, graditi ospiti per una giornata diversa tra le mura di Verziano. Si trattava invece di un ingresso non autorizzato che ovviamente non è ammesso, perchè il cartello «limite invalicabile» posto sul cancello sorpassato dalla Mercedes di Balotelli significa, appunto, che il limite è invalicabile, ovvero che si passa solo se autorizzati. E parcheggiare la macchina oltre quel muro non è come mettere la macchina fuori da un qualsiasi supermercato, ma è consentito solo dopo l'identificazione.
PER MARIO sono stati trenta minuti di apprensione. Entrati alle 16 i ragazzi sono stati «rilasciati» alle 16.30. Le guardie hanno verificato che i due non avessero alcun precedente penale. In caso contrario la mezz'ora sarebbe potuta durare molto di più. Mario è rimasto apparentemente tranquillo, non ha detto molto di più del fatto che era lì solo per curiosità: non ci saranno conseguenze, il gesto è stato una leggerezza che ha generato solo un po' di apprensione. È apparso evidente che i due giovani non sapevano a cosa andavano incontro, e comunque dalle loro dichiarazioni non è uscito nulla di sospetto.
IN SERATA il procuratore Mino Raiola è intervenuto per stigmatizzare l'accaduto. «Mario - ha banalizzato Raiola in maniera un po' paradossale - non ha fatto nulla di male. Anzi, gli agenti lo hanno lodato per la sua bella iniziativa. Certamente, gli hanno spiegato che in questi casi si avverte, ma la cosa è finita lì». Ed il procuratore ha anche voluto andare oltre: «Ma - chiede Raiola - quello che trovo strano è che un pubblico ufficiale si precipiti a raccontare quanto accaduto. Non è successo niente, sottolineo solo che queste cose succedono solo perchè si tratta di Mario. Come mai?». L'augurio è che presto Mancini lo metta a lavorare evitandogli di annoiarsi andando a scoprire nuovi ambienti.
Giovanni Armanini
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