Carmine e via Vallecamonica:
saracinesche giù dopo le 22
SICUREZZA. Il Comune ha presentato le misure «anti-ghetto» che entreranno in vigore dal prossimo primo gennaio. Le due zone considerate ad alto tasso di criminalità. Rolfi: «Provvedimenti forti, ma la sicurezza viene prima di tutto. In ogni caso non è un coprifuoco»
Brescia. Il vicesindaco Fabio Rolfi passa dalla parole ai fatti e, mantenendo la promessa fatta in agosto, vara due distinte ordinanze «anti-ghetto» finalizzate a ridurre l'orario di apertura delle attività commerciali che operano in quartieri considerati particolarmente problematici per la coesione sociale e per la sicurezza.
Per l'assessore leghista «non si tratta di un coprifuoco», come specifica in conferenza stampa, ma le misure emesse ne hanno tutto il sapore, almeno a giudicare dalle conseguenze che potrebbero avere sui due micro-quartieri interessati: in pieno centro storico il quadrilatero del Carmine compreso tra via San Faustino, via Elia Capriolo, via delle Battaglie e corso Mameli; in periferia il complesso commerciale di via Valsaviore-via Valcamonica alla Mandolossa, zona nota ai più come «dolce-salato».
«SIAMO CONSAPEVOLI del fatto che si tratta di provvedimenti forti, ma la sicurezza viene prima di tutto», spiega Rolfi specificando che le due ordinanze temporanee sono figlie dei numerosi problemi di ordine pubblico verificatesi nelle zone in questione. Al Carmine e alla Mandolossa, complice la vendita di alcolici e la consuetudine a utilizzare i negozi e i locali come luogo di ritrovo anche serale, la Polizia è stata più volte costretta a intervenire per porre fine a liti, risse e fenomeni di disturbo. Una realtà messa nero su bianco nelle ordinanze, a partire dai 20 arresti, dalle 13 denunce a piede libero, dai 34 fotosegnalamenti e dalle 9 identificazioni effettuate nei primi sei mesi del 2010 dalla Polizia Locale nella sola zona del Carmine.
E se per il varo di queste misure il pensiero corre alle analoghe ordinanze emesse nel marzo 2010 dal Comune di Milano per le zone di via Padova e di via Sarpi, il vicesindaco precisa che «nel redigerle non ci siamo limitati a fare un copia e incolla dei provvedimenti meneghini, ma li abbiamo approfonditi sulla base delle sentenze del Tar, puntando a restringere il campo d'azione e ad evitare accuse di discriminazione, tanto è vero che i nostri provvedimenti non riguardano solo le attività straniere ma anche quelle italiane».
MA COSA prevedono, nel dettaglio, le misure anti-ghetto che entreranno il vigore il primo gennaio? Sostanzialmente la drastica riduzione degli orari di apertura serale per tutte le attività economiche delle due zone interessate, «una ottantina per il Carmine e una decina per la Mandolossa», precisa il comandante della Polizia Locale Roberto Novelli che, partendo dai parrucchieri per arrivare ai bar e ai ristoranti, illustra passo passo il provvedimento. Una «stretta» che non mancherà di destare critiche tra gli esercenti dal momento che impone la chiusura tassativa entro le ore 20 per acconciatori, estetiste, centri massaggi, phone center, internet point e attività di commercio su area privata che tradizionalmente potrebbero restare aperti sino alle 22, mentre per le imprese artigiane di produzione alimentare con vendita diretta al pubblico (vale a dire gelaterie, gastronomie, piadinerie ma anche pizzerie da asporto, take away e kebab) e per pubblici esercizi come bar e ristoranti impone la serrata entro e non oltre le 22, un orario difficilmente compatibile con le esigenze di chi si occupa di ristorazione, tanto più in zone largamente frequentate da giovani come il quartiere universitario o quello del «dolce-salato» tradizionalmente preso di mira dai ragazzi nel dopo serata e nel dopo discoteca .
Solo i circoli privati, in sostanza, potranno usufruire di un orario prolungato, e comunque solo fino alle 24, mentre normalmente questi esercizi restano aperti sino alle prime ore dell'alba. Anche qui la levata di scudi probabilmente non si farà attendere.
«IN QUESTE ordinanze temporanee non c'è alcun accanimento, ma soltanto la volontà di migliorare la vivibilità dei quartieri interessati», puntualizza l'assessore alla Sicurezza precisando, però, che «se otteranno il risultato di una riduzione dei fenomeni di disturbo» le ordinanze anti-ghetto potranno essere ritirate o estese, non solo nella loro durata (attualmente di tre mesi per il Carmine e sei per la Mandolossa) ma anche per andare ad abbracciare altri quartieri della città, «sempre tenendo conto, naturalmente, della diversità strutturali che esistono tra zona e zona» sottolinea il vicesindaco Fabio Rolfi.
E se qualcuno ipotizzasse già di trasgredire, attenzione: la multa per chi non rispetterà i nuovi orari sarà salata. La sanzione amministrativa pecuniaria è stata fissata a 450 euro, ripetibile più volte e ferma restando l'applicazione di eventuali altre sanzioni.
Tutti gli esercenti che desiderassero ulteriori informazioni sulle ordinanze o prendere visione degli atti possono rivolgersi agli uffici del Settore Vigilanza del Comando della Polizia locale di via Donegani 12 previo appuntamento telefonico.
Angela Dessì
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