Diossina, si muovono i sindaci:
vietato consumare uova e carne
L'ALLARME. Dopo i valori superiori ai limiti di legge rilevati dall'Asl in alcune cascine a ridosso di attività siderurgiche. Il provvedimento preso dai primi cittadini di Castegnato e Ospitaletto Accuse all'Asl: «Perchè non siamo stati informati della situazione?»
Rabbia e apprensione dei sindaci per le «uova alla diossina». Uova raccolte dall'Asl di Brescia in cinque pollai privati (Brescia, Castegnato, Montirone, Ospitaletto e Sarezzo) vicini a grandi fonderie. E che contengono diossine e pcb (sostanze cancerogene) fino a 5 volte i limiti consentiti. I sindaci sono venuti a conoscenza ieri della delicata questione non dall'Asl, bensì leggendo Bresciaoggi. I primi cittadini di Castegnato e Ospitaletto hanno già emesso ordinanze di «Divieto assoluto di consumo di uova e carni provenienti da allevamenti domestici di galline ed altri animali avicoli». E chiedono all'Asl un tavolo urgente e chiarimenti. Avanza tra gli amministratori il ragionevole dubbio su quanti danni siano stati causati all'ambiente da un certo tipo di industria e la necessità di una mappatura molto più estesa dei rischi.
IL PIÙ ARRABBIATO di tutti è Giorgio Prandelli, sindaco di Ospitaletto e assessore provinciale all'edilizia scolastica: «È scandaloso che sia venuto a conoscenza di questa grave questione leggendo Bresciaoggi. Sono arrabbiatissimo con l'Asl (la quale ieri ha preferito non rilasciare alcun comunicato ufficiale, ndr) che deve darsi un freno su questi modi di fare. Ho scritto al direttore generale Carmelo Scarcella, che deve dare informazioni in primis ai sindaci e poi ai cittadini».
Non è da meno il collega Giuseppe Orizio, primo cittadino di Castegnato: «La prima cosa che preoccupa è che la notizia non sia stata per tempo fornita ai sindaci dall'Asl. Ci risulta, nel caso di Castegnato, che il prelievo di alcune uova dall'allevamento domestico della cascina, sia avvenuto a fine settembre e che solo il 3 gennaio siano stati comunicati gli esiti delle prove ai diretti interessati il cui pollame, una quindicina di capi, è stato poi subito abbattuto. Sono passati più di quaranta giorni e nessuno ha detto niente ai Comuni e tantomeno agli abitanti delle cascine limitrofe. Perché?».
Per Orizio «quanto accaduto è ancora più grave perché non si è a conoscenza delle cause (quindi dei possibili rimedi) e della dimensione del fenomeno, forse troppo affrettatamente ricondotto alla sola presenza di fonderie». Francesco Lazzaroni, sindaco di Montirone, più che la rabbia nei confronti dell'Asl è molto preoccupato per la presenza sul suo territorio di due aziende. «All'indomani del nostro insediamento - spiega Lazzaroni - abbiamo scoperto che la zona dove sono state trovate le uova alla diossina è molto inquinata. Io sostengo che la criticità ambientale nel nostro territorio non siano le cave, ma la presenza di due aziende come la Profilati Nave e la Metalli Capra. Per questo abbiamo commissionato dei carotaggi per fare delle analisi attorno a questi siti e invito anche l'opposizione a lavorare assieme su questo».
LA SCOPERTA delle uova alla diossina (pollai privati, non allevamenti che servono la grande distribuzione) nasce da un piano di monitoraggio di latte e uova voluto dall'ente sanitario regionale (50 campioni nelle 12 province). Nel suo report l'Asl segnala le grandi fonderie vicine ai pollai «avvelenati». I valori più allarmanti si sono registrati a Castegnato nella cascina Lumini (29 picogrammi/grammo di grasso, contro un valore di legge di 6 picogrammi): una zona critica dove ci sono la fonderia Montini e la Ghial, l'autostrada A4 e vicino due discariche (Pianera e Pianerino). Altre uova off limits a Montirone in via Belleguardello (18 picogrammi), all'ombra della Profilati Nave, a Ospitaletto (14,5 pg) vicino alla Isa, a Sarezzo in via 1850 (14 pg), vicino alla Acciaierie Venete e a Brescia in via Manestro (9,3 pg), vicino alla Ori Martin. Nella prossima settimana l'Asl effettuerà esami del sangue ai consumatori di queste uova.
Pietro Gorlani
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1 bccb.brescia 17/02/2011 23:13 1 commenti
Prandelli non faccia il furbo! E' arrabbiato con l'ASL perché non è stato informato? Ha ragione, ma che cosa avrebbe fatto se informato per tempo? Quando è stato informato sulle indagini epidemiologiche sulle leucemie nel suo Comune (sia le vecchie, sia le più recenti) cosa ha fatto se non minimizzare o addirittura minacciare di denunce per procurato allarme coloro che ne davano notizia e chiedevano chiarimenti? E quando sono state fatte le rilevazioni sulla qualità dell'aria nel suo Comune, e le ha commissionate la sua Giunta, quali e quanti rilievi sono stati fatti su aziende di notevoli dimensioni, operanti in paese che, lo dichiarano loro (Registro europeo EPER istituito ai sensi dell'articolo 3 della decisione della Commissione 2000/479/CE), emettono, ad esempio, ossidi di piombo pari al 3.200% della soglia tendennziale di riferimento consigliata dall'UE?