Parlamentari? I «nostri» costano 30 milioni
I DATI DI BILANCIO DELLE DUE CAMERE. Calcolando la media matematica dei costi di Montecitorio e Palazzo Madama si ottiene una stima del «peso» della politica. Il funzionamento delle Camere vale oltre 1,6 miliardi all'anno. In provincia sono stati eletti 12 deputati e 5 senatori
Camera e Senato costano ogni anno 1 miliardo e 600 milioni di euro (per la precisione 1.638.473.981 euro) in termini di spese correnti. La media secca e matematica dice in pratica che i 5 senatori bresciani costano poco più di 9 milioni di euro, e i 12 deputati poco meno di 20,4 milioni di euro. L'idea approssimativa di quanto incidono 17 politici (i parlamentari sono 945 in totale più 6 senatori a vita) sulle casse dello stato è di 30 milioni totali. Tanto? Poco? Sui costi della politica si sta dicendo di tutto, ed anche le ricerche su costi, merito ed eventuali comparazioni con le spese sostenute dagli altri paesi europei si sprecano: tra proposte di tagli, abolizione di enti e proposte di commissioni di indagine (che sarebbero formate dai politici stessi: che credibilità avrebbe un'indagine condotta dagli stessi indagati?).
UNA INDAGINE suggerita da Matteo Pelagatti, ricercatore di Statistica economica all'Università di Milano Bicocca e ripresa online dal quotidiano linkiesta.it e dal periodico lavoce.info suggerisce di calcolare il rapporto tra lo stipendio dei deputati e il benessere economico dei cittadini (per semplicità, il Pil pro capite). In questo senso il confronto con gli altri Paesi europei è semplice e non lascia dubbi: i parlamentari italiani sono di gran lunga i più pagati del continente. Non solo, con la loro media retributiva di quasi 150 mila euro all'anno a testa i nostri onorevoli si discostano nettamente dal grafico (visibile qui a fianco) che mostra una certa continuità e proporzionalità tra ricavi e reddito medio del Paese. In altre parole - stando al grafico qui a fianco - i nostri onorevoli dovrebbero prendere (se retribuiti in proporzione al nostro benessere) circa un terzo di quanto ricevono attualmente, ovvero un dato medio tra Grecia, Slovenia, Cipro e Spagna (i paesi che si trovano al nostro livello verticale sul grafico) e proporzionalmente anche le spese di funzionamento delle due camere andrebbero abbattute di una cifra vicina a due terzi del totale attuale.
ANDANDO nel dettaglio la Camera dei deputati - che come detto costa oltre un miliardo l'anno per il funzionamento, e secondo le previsioni toccherà 1,114 mld nel 2013 - tra le principali voci ha 138,2 milioni di euro di stanziamenti previdenziali, 35,6 milioni di spese per affitti, 1,615 mln del presidio medico interno, 6 milioni di servizi di ristorazione, 7,720 mln l'anno per le pulizie, 2,150 mln di spese per impianti di sicurezza, 710 mila euro di spese per il cerimoniale, 12,905 mln di spese di trasporto e 1,340 mln di «aggiornamenti professionali» ma anche 7,150 milioni spesi per la stampa degli atti parlamentari (alla faccia della digitalizzazione) che stridono in particolare con 9,4 milioni di euro di spese per applicazioni informatiche e software. Oltre al calderone «beni e servizi e spese diverse» che vale ben 59,53 milioni di euro, sono da tempo nel mirino i 27,9 milioni spesi per le segreterie degli onorevoli (che hanno subito un taglio di 500 euro al mese a testa passando da 4.190 euro a 3.690 euro al mese, ma senza nessuna forma di controllo sulle cifre anche alla luce del fatto che su 630 deputati solo 260 risultano avere regolari contratti con i loro portaborse) e i 36,250 milioni di euro di contributi ai gruppi parlamentari. Gli stipendi del personale, infine, valgono 235 milioni di euro. Nel bilancio della Camera rientrano anche i vitalizi percepiti dagli ex parlamentari che ammontano a 1.813 assegni in totale: 1.329 personali più 484 familiari che godono della reversibilità per una media mensile a testa di 6.352 euro.
AL SENATO (sul sito ufficiale l'ultimo bilancio rinvenuto riguarda il previsionale 2010) si spende meno in valore assoluto (i senatori sono la metà dei deputati) ma non come valore pro capite: 1,8 mln di euro per ogni eletto contro 1,69 mln di euro della Camera. Nel dettaglio il «trattamento» dei senatori assorbe 73,115 mln di euro, quello del personale dipendente 156,541 mln di euro, 38 mln di euro ai gruppi parlamentari e 22,3 mln di euro al personale «non dipendente», ma anche «altre spese di funzionamento» per 85,888 mln di euro. Al Senato inoltre la spesa previdenziale si porta via 178,784 mln di euro.
TRA I TEMI più discussi, anche in previsione di riforme future, c'è quello della riduzione dei parlamentari. Un argomento che oltre a destare qualche perplessità di natura funzionale (tagliare gli emolumenti o le persone può avere lo stesso risultato contabile ma non lo stesso impatto politico o operativo) non sembra trovare una giustificazione nei numeri. Se infatti è vero che in Italia vi è il secondo più alto numero di rappresentanti eletti al Parlamento (945 a cui vanno aggiunti i 6 senatori a vita) contro i 1.480 della Gran Bretagna che è al primo posto e i 920 della Francia, terza, è altrettanto vero che una media che tenga conto del numero di eletti rispetto al numero di cittadini classifica il nostro parlamento in un accettabile sesto posto dopo Germania, Spagna, Olanda, Francia e Polonia. In pratica ogni parlamentare rappresenta 63.831 italiani contro i 118.339 della Germania.
Tweet