Ex parlamentari, a Brescia
sono 28: ecco le loro pensioni

I COSTI DELLA POLITICA. Tra i 2.307 italiani che percepiscono il vitalizio dopo aver prestato servizio in Parlamento (bastano 5 anni di attività) ci sono 28 politici locali. I beneficiari concordi: «Giusto dare il contributo di solidarietà, ma non si discutono diritti per cui si è lavorato e pagato»
19/08/2011
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La camera dei deputati

Brescia. Sono 28 gli ex parlamentari bresciani che hanno acquisito il diritto a riscuotere il vitalizio parlamentare.
L'elenco - pubblicato dal settimanale L'Espresso su dati forniti dalle camere di appartenenza - evidenzia l'assegno mensile e gli anni di attività di ogni parlamentare.
I bresciani in generale sottolineano il fatto che «i diritti acquisiti sono costituzionalmente garantiti e non si discutono», ma ammettono che «è giusto in questa fase dare un contributo di solidarietà». Però, precisano, «nell'ipotesi di una riforma tutto va commisurato a quanto versato». In ogni caso «i costi della politica rappresentano un ampio calderone a cui guardare, e sono una voce minoritaria tra i grandi problemi finanziari del Paese a cui attingere».
PER I PARLAMENTARI il diritto al vitalizio scatta dopo soli cinque anni di mandato. I compensi vengono incassati anche prima dei 50 anni. In Italia sono 2.307 gli ex deputati o ex senatori che a fine mese si mettono in tasca da 2.420 euro (per chi ha solo 5 anni di attività) fino a 7 mila euro netti (nessun bresciano tocca questo limite massimo).
Ogni anno la spesa nazionale è di 200 milioni di euro: quasi 62 pagati da palazzo Madama, gli altri 138 da Montecitorio.
Dal 1992 varie riforme pensionistiche hanno introdotto norme ferree per tutte le categorie, ma non per deputati e senatori. Solo ora saranno tenuti (per redditi tra 90 mila e 150 mila euro) a versare il contributo di solidarietà pari al 5 per cento dei trattamenti (la penalizzazione toccherà i parlamentari con oltre 15 anni di mandato: 13 bresciani su 28).
Tutto è (forse) rinviato alla prossima legislatura quando, almeno stando all'annuncio del questore della Camera Francesco Colucci, e a una proposta del Pd, potrebbe entrare in vigore il nuovo modello pensionistico su base contributiva. Nei giorni scorsi è toccato a Gianfranco Fini, presidente della Camera, la difesa dei vitalizi, con la mancata ammissione di un ordine del giorno dell'IdV che ne chiedeva l'abolizione. Il concetto è chiaro: «I diritti acquisiti non si toccano, al massimo si potrà discutere una riforma». Un pronunciamento sostanzialmente condiviso dai bresciani.
SPIEGA Aldo Rebecchi: «Costituzionalmente non credo che le pensioni siano toccabili perchè sono diritti acquisiti, frutto di contributi pagati. Mi pare difficile che si intervenga senza rischiare decine di cause».
Anche perchè il vitalizio non è un privilegio introdotto a lavori in corso, ma è stato subito previsto dall'ordinamento repubblicano. «I trattamenti - ricorda Rebecchi - sono in essere dal 1945: il concetto è inequivocabile, non in discussione. Il problema della misura è che corrisponda esattamente a quanto uno versa, in proporzione. Io ho versato vent'anni e prendo in rapporto a quello, certo non è il corrispondente di un operaio, ma invito a una riflessione: oggi se ne parla perchè gli attuali parlamentari non sono all'altezza? Io difendo il lavoro che ho svolto e sono sconcertato da questo modo di criticare guardando al calderone senza distinguo di merito».
L'EX PARLAMENTARE leghista Alessandro Cè è aperto. Si dice «favorevole a dare un contributo di solidarietà anche consistente perchè quando c'è un momento di difficoltà è giusto che tutti paghino». Ma aggiunge: «Il problema grosso è che questa classe politica non va a prendere i soldi dove ci sono nella corruzione e nell'evasione fiscale. Per il resto sarei favorevole a una riduzione drastica dei costi della politica, compresi i vitalizi».
Più tranchant Elidio De Paoli, che preferisce non rilasciare dichiarazioni e taglia corto: «Quello che viene dal Parlamento è legge per tutti», si limita a commentare.
L'ex Udc Luigi Maninetti è in linea con le opinioni di Cè: «Tutti devono fare la loro parte - dichiara -: da questo punto di vista qualsiasi provvedimento va nell'ottica dell'equità. Senza discriminare chi prende una pensione rispetto alle altre. Facciano quello che devono fare tenendo presente i principi dell'equità».
PER L'EX DC Francesco Ferrari «va valutata la situazione complessiva: io - rivela - ho pagato 600 milioni di vecchie lire in totale di contributi e la mia pensione è commisurata a quanto versato, e ho tutto registrato». Tuttavia Ferrari difende prima di tutto il suo impegno: «La democrazia ha i suoi costi, la crisi politica è dovuta a chi non fa il suo dovere, ma io sono sempre stato presente, ero al 99 per cento delle sedute (il dato è noto e confermato) e sono stato firmatario di provvedimenti importanti».
Più che ai costi della politica Ferrari guarda altrove: «In questo momento è giusto che paghino i capitali, in misura equa e distribuita. Sulle nostre pensioni, non si tratta di un diritto acquisito, ma di una rendita dovuta in rapporto a quanto si è versato».
Un altro ex Dc, Aldo Gregorelli, ha trascorso 10 anni in Parlamento: «Ad oggi credo ci siano materie più significative che dovrebbero essere toccate. Si intervenga anche su numero di deputati e Province. Da ex parlamentare dico che non ho mai usato un biglietto d'aereo quando venne introdotta la gratuità e nemmeno ritiravo la schedina delle autostrade».
Ma la pensione, quella, resta un diritto.

Giovanni Armanini


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1 abertoli 19/08/2011 17:38 4 commenti

Se il popolo italiano,i lavoratori e la gente comune non applica una lunga e profonda fase di disirimbambimento le prospettive saranno un grande punto di domanda.Poi,la lega al governo decide e fa presentare la manovra e poi tutti schierati a sostituire sinistra o la Fiom nel contestare al "loro governo" che non va bene nulla.Un governo di marionette con tanti gioppini....in odore di pensione come parlamentari.Meditiamo tutti.Alessio Valcamonica

2 modanda 19/08/2011 11:31 7 commenti

Ma questi qui mi offendono... Come si permerrono di parlare in questo modo? Ed hanno pure il coraggio di farlo... "La pensione è un diritto acquisito...." E allora perchè io non posso andarci dopo 40 anni? Devo farmi ancora 13 mesi e poi non so se mi daranno la tredicesima e il TFR. Caro onorevole, ti conosco, non hai mai fatto una mazza in vita tua... Risparmiati il fiato di pontificare. Decenza ci vuole!! E ci vuole la dignità che non sapete neanche cosa significhi, è estranea al vostro vocabolario...

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