99 Posse, riecco i Cattivi
guagliùni del rap politico

LATTEPIÙ LIVE. Dopo la reunion ritornano in concerto a Brescia. «Dopo numerosi concerti - ammette Luca Persico - ci siamo detti "Mo' basta con Curre Curre Guagliò..".» e ricorda quella serata davanti a Canton Mombello
21/01/2012
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I 99 Posse stasera in concerto al Lattepiù per presentare «Cattivi guagliùni»

Si può vivere una vita intera su un palco e ritrovarsi a quarant'anni con un entusiasmo da bambini. Si può ripartire da zero e scoprire che nessuno ti ha dimenticato, anzi i ragazzi di oggi ti studiano e considerano un esempio da seguire.
Si può fare e i 99 Posse lo hanno scoperto sulla loro pelle. La data bresciana di questa sera al Lattepiù Live (apertura porte alle 22.30, ingresso 15 euro), seconda tappa del nuovo tour dopo il debutto di ieri a Reggio Emilia, è figlia di un processo spontaneo. La conseguenza dell'ondata di affetto che li ha travolti da quando, nel 2009, hanno provato a riunirsi.
«Ci dissero: non farete un pagante. Abbiamo ricominciato dai centri sociali occupati e alla fine abbiamo messo insieme 75 concerti, con 40 sold-out», fa i conti adesso Luca “O Zulù” Persico, cantante fin dagli esordi della band napoletana.
Vent'anni fa l'inizio. I tempi sono cambiati, non c'è più Meg (che ha scelto la carriera solista), ma c'è un gruppo di electro-hip-hop fortificato dalle vicissitudini, dagli sbagli commessi a livello personale (storie di droga, problema risolto) e professionale (sciogliersi al top, risolto anche quello).
«Ci prendiamo le nostre colpe: quando è iniziata la deriva culturale che ha ridotto il paese nello stato in cui è, una decina di anni fa, noi ci siamo divisi. È stato un errore. Abbiamo rimediato. Dopo numerosi concerti ci siamo detti “Mo' basta con Curre Curre Guagliò”. Ne siamo sempre fieri, ma era arrivato il momento di fare qualcosa di nuovo».
Il disco di inediti uscito nell'autunno, «Cattivi guagliuni», è stato lanciato dal video della title-track girato da Abel Ferrara. «Era il nostro sogno di regista; ci siamo riusciti grazie ad amici comuni – svela Luca Persico -. Abbiamo scoperto su Internet che Abel aveva girato un film su Napoli con la casa cinematografica de I Figli Del Bronx, nostri amici di Scampia. Lì ci sono nostri vecchi compagni. Trovato il gancio, abbiamo spedito l'mp3 e Ferrara, che ha origini campane e dopo aver letto il testo tradotto in inglese ha detto sì».
Girato a Venezia, in un teatro occupato, in occasione del Festival del cinema, Cattivi guagliuni» è un video a tinte fosche per un pezzo catchy: «Una volta non l'avremmo mai scelto come singolo, ma i 99 Posse sono cresciuti e non hanno paura di piacere. Ci divertiamo come matti. Non facciamo quelli diversi, non giochiamo a fare altro. Noi siamo altro».
In Rete impazza «Tarantelle pe' campa», testo forte e ritmo irresistibile, con la partecipazione di Caparezza. «Lui, ma anche i più giovani Club Dogo e Fabri Fibra, sono ciò che ascoltiamo e apprezziamo adesso in Italia – dice “O Zulù” -. Noi, come gli Assalti Frontali, ci siamo sempre basati su una forta identità politica; loro, i rapper di oggi, raccontano drammi individuali di realtà borderline. Il successo che nasce in periferia non dev'essere vissuto con la puzza sotto il naso».
Un difetto che non hanno certo i 99 Posse: «Nel concerto del Lattepiù suoneremo per intero il nuovo disco, ma non mancheranno 7 canzoni del vecchio repertorio con 2 medley per accontentare tutti. Brescia per noi significa molto: qui abbiamo fatto uno dei 3 concerti più emozionanti della nostra carriera. Il primo fuori da una prigione, a Canton Mombello, con i carcerati che improvvisavano fiaccole con lenzuola o pezzi di giornale. Era il 1991. Non lo dimenticheremo mai».

Gian Paolo Laffranchi


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