Odissea tutta al femminile
per il «Decalogo dello schifo»
SANPOLINO. Al Piccolo Teatro Libero per «Amicicompliciamanti». Silvia Gallerano, nuda su uno sgabello, si confronta da giovane e brutta con l'ostinata ricerca del successo. Un'invettiva carica di violentissima ironia
Brescia. Una donna, un grande sgabello, il suo corpo completamente nudo, un microfono, la sua voce, cinque fari puntati su di lei e infine la sua storia. Un flusso di coscienza, una tragedia in tre tempi dove l'Italia sta nel mezzo per un'Odissea tutta al femminile raccontata con estrema abilità. Il viaggio ha inizio con un suicidio, quello di suo padre; si chiude in penombra con un sogghignato e ironico inno nazionale. La rassegna «Amicicompliciamanti» presenta stasera alle ore 20.45 al Piccolo Teatro Libero di Sanpolino «La Merda», secondo studio del lavoro di Cristian Ceresoli, primo di dieci titoli che andranno a comporre un ideale «Decalogo dello Schifo».
Sul palco innumerevoli voci attraversano le corde vocali di Silvia Gallerano, sfondando il silenzio di un pubblico catalizzato su quell'unica presenza in scena. Le voci del padre, della signora del centro benessere, della segretaria dello studio televisivo, la voce dell'handicappato compagno di scuola, della donna determinata a passare il provino. Continue maschere vocali per raccontare in prima persona la storia della vita di una ragazza comune, ma piena di determinazione, vittima e allo stesso tempo complice del perverso meccanismo televisivo nel quale lei, «giovane» donna «brutta», è alla continua e ostinata ricerca del successo a tutti i costi.
«La Merda» è una «tragedia in tre tempi più un controtempo» dedicata ai 150 anni dell'Unità d'Italia, capace di strappare risate feroci e amare. Un assolo che ha come spinta propulsiva il disperato tentativo di districarsi da quel pantano culturale di cui scrisse Pier Paolo Pasolini all'affacciarsi della società dei consumi.
Quel totalitarismo, secondo Pasolini, ancor più duro di quello fascista perché capace di annientarci con dolcezza.
Attraverso il corpo e la voce di Silvia Gallerano la parola suona e si fa carne, prendendo la forma dell'invettiva, del grido contratto, del lamento straziante e imploso. Le parole sono più incisive della nudità che Cristian Ceresoli decide di utilizzare come unico costume di scena per l'attrice, il più congruo a rappresentare nella sua trasparenza e naturalezza la verità di questa nostra Italia e soprattutto degli italiani.
La storia intima e pubblica di una donna che tenta con ostinazione, resistenza e coraggio di aprirsi un varco nel mondo dei maschi . Una invettiva carica di violentissima ironia che tocca il fondo di una società delle «cosce» e delle «libertà». E in cui non ci sentiamo tanto bene.
Il lavoro ha vinto il Premio della Giuria dei Giornalisti e il Premio del Pubblico «Giovani Realtà del Teatro 2010». L'opera è in corso di traduzione in inglese e francese e sarà presentata all'Edinburgh Fringe Festival ad agosto. L'ingresso è libero previa sottoscrizione volontaria all'associazione. Per informazioni è possibile visitare il sito www.amicicompliciamanti.com.
Alessandro Faliva
Tweet