Brescia in bianco: la frenata
sulla neve fa slittare il record

Sotto una fitta nevicata non va oltre il pareggio contro la Juve Stabia. La porta rimane blindata, ma sfuma il primato di vittorie consecutive
01/02/2012
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Il brasiliano Jonathas rallenta sulla neve dello stadio «Rigamonti»: con la Juve Stabia è soltanto pareggio per il Brescia.

Brescia. L'effetto Calori nel gelo vale solo a metà. Contro la Juve Stabia per la prima volta non è vittoria e la frenata sulla neve, caduta senza sosta dalle 18 e fino al termine della sfida, fa slittare il record dei 6 successi consecutivi, mai accaduto nel Dopoguerra. E allontana la zona play-off, ora a 3 punti.
Resiste, però, il primato più importante di tutti, l'imbattibilità di Arcari, salita a 540 minuti, 6 partite senza macchia. Ma contrariamente alle ultime esibizioni, stavolta il voto al portiere biancazzurro è più alto del solito, soprattutto per due interventi nel finale di gara, con i muscoli dei protagonisti e degli spettatori intirizziti dal gelo, su Mezavilla e su Erpen. Sarebbe una beffa, perchè il Brescia ha comunque sempre cercato la sesta vittoria, nonostante al posto dei tacchetti nessuno avesse le lame dei pattini da ghiaccio, sicuramente molto più adatte viste le condizioni del campo.
CALORI non cambia il modulo. Anche nelle condizioni più estreme rimane fedele al 3-5-1-1. Ma risolve il problema dell'interno adattando Dallamano, mentre il resto è tutto come a Empoli, compresa la punta (Jonathas) e mezza (El Kaddouri). La Juve Stabia, che se non fosse per il -4 di penalizzazione avrebbe 2 punti in più del Brescia, schiera un 4-4-2 molto dinamico, con due ali che spingono (Erpen e Raimondi) e due punte che si integrano bene (il massiccio lituano Danilevicius e lo sgusciante Sau, scuola Cagliari).
E proprio i due attaccanti dei campani portano il primo pericolo. È il 3': punizione di Scozzarella, Arcari esce, mischia, Danilevicius calcia, Martinez salva sulla linea, carambola su Caldirola, la palla balla lì, Sau dal fondo cerca il colpo e De Maio libera in angolo.
La reazione del Brescia non si fa attendere. Al 9' El Kaddouri centra basso dalla destra, Jonathas si gira e il suo diagonale sfiora il palo. La partita è viva, nonostante le condizioni proibitive. La neve scende copiosa, la temperatura è sotto lo zero.
Eppure le due squadre si danno battaglia a viso aperto, senza timori.
La Juve Stabia non ha timori e al 26' Sau è solo davanti ad Arcari, De Maio salva ancora in corner ribattendo con il corpo la puntata del bomber delle «vespe». Jonathas strappa applausi al 31', quando trasforma in un'occasione una rimessa laterale di Zambelli. Pregevole il «sombrero» su Maury, poi il brasiliano dal fondo prova a sorprendere Seculin, che respinge di piede. E al 33' El Kaddouri scatta in contropiede, dalla destra il servizio per Jonathas è intercettato da Baldanzeddu che manda in angolo. Non accade più nulla fino all'intervallo e sarebbe ingeneroso pretendere di più da gente che non si è risparmiata, e non solo perchè a stare fermi si rischiaq l'assideramento.
Nella ripresa El Kaddouri prova a scaldare i cuori del «Rigamonti». Con un'accelerazione centrale guadagna una punizione (6': fallo di Maury, ammonito ed è il primo di una gara corretta), poi la batte facendo gridare al gol ma il pallone sfiora il palo alla destra di Seculin. Poi di nuovo El Kaddouri su calcio piazzato (13': fallo di Dicuonzo), stavolta dal vertice dell'area: il belga serve Jonathas, deviazione di testa alta. La gara, con il trascorrer dei minuti, diventa più una sfida di tamburello. Per evitare guai si rilancia il pallone lontano. La Juve Stabia ha una buona opportunità al 18', ma Arcari salva in uscita disperata prima su Sau e poi su Raimondi.
Calori cambia. Al 21' Foti rileva Dallamano, il Brescia passa al 3-4-1-2, con El Kaddouri alle spalle degli attaccanti. In tribuna Piovaccari, nel box presidenziale a fianco di Gigi Maifredi, osserva e incita. Un ricamo Budel-Jonathas invita alla conclusione Foti, il suo mancino è debole.
È L'ULTIMA azione del Brescia, nel finale costretto a stringere i denti e non solo per evitare di batterli per il freddo. Al 39' Arcari deve distendersi sulla propria destra per ribattere una fiondata dal limite di Mezavilla. E al secondo dei tre minuti di recupero Erpen, dalla destra, quasi dalla bandierina batte direttamente in porta una punizione, che sarebbe vincente se Arcari non si levasse in volo per alzare sulla traversa. L'imbattibilità della porta e di Calori è salva. Dopo 5 vittorie consecutive una frenata sulla neve si può accettare. Il record dei 6 successi consecutivi? Slittato, ma farsene una ragione non è così difficile.

Vincenzo Corbetta