Catullo-D'Annunzio, decolla lo scandalo

AEROPORTI. La situazione della struttura monteclarense torna sotto i riflettori dopo le dichiarazioni dei vertici veronesi sulla cattiva conduzione degli ultimi anni. Una gestione deficitaria voluta dalla società per non sviluppare lo scalo bresciano Bettoni: «Il tempo è galantuomo, ci fidiamo di Arena e valuteremo come muoverci»
06/02/2012
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L'ingresso dell'aeroporto «D'Annunzio» di Montichiari, al centro dello scandalo-gestione

Non c'è pace per l'aeroporto di Montichiari. Dopo aver chiuso l'ennesimo bilancio in perdita lo scalo è al centro di un'inchiesta nata da un servizio televisivo di La7 che ha subito generato reazioni a catena nei vertici  LA SOCIETÀ Catullo - che gestisce sia lo scalo veronese che quello monteclarense - in questi anni ha investito quasi 20 milioni di euro nel Bresciano, ma in base a quanto emerso in questi giorni si deduce che lo abbia fatto sempre senza la volontà di puntare ad una vera crescita. Il D'Annunzio di Montichiari produce perdite annuali attorno ai 7 milioni di euro: 20 mila al giorno, 600 mila euro al mese. La perdita stimata per verona è di circa 90 milioni. Che da quattro anni - con il Catullo in perdita - non sono più sostenibili. Il 2011 viene chiuso con perdite complessive attorno ai 20 milioni di euro. Il piano di rilancio che prevede il coinvolgimento dei bresciani con nuove risorse è ancora fermo nonostante l'ultimatum lanciato dai soci veronesi. E sulla prospettive il presidente della Camera di commercio bresciana Franco Bettoni si è limitato a dichiarare: «Il tempo mai come questa volta è galantuomo, quanto emerge in questi giorni dà valore alla nostra posizione, abbiamo fiducia nell'attuale presidente Arena e con lui valuteremo il da farsi». L'ipotesi più probabile è che questa voragine finanziaria non più sostenibile venga chiusa o da Verona per risanare i conti o dal governo perché scalo improduttivo. PER RILANCIARE Montichiari tra il 2008 e il 2010 e fino al 2011 sono state spese centinaia di migliaia di euro in consulenze, scatenando l'allarme dei revisori dei conti che più volte avevano chiesto per iscritto di mettere regole scritte e criteri precisi su questi incarichi. Il nuovo presidente Paolo Arena (in carica da giugno 2011) ne ha annullate per circa un milione di euro. Un esempio di spreco? Ha dovuto disdettare il contratto per il noleggio di 18 ulivi ornamentali, pagati più del loro acquisto. Il richiamo che il collegio sindacale aveva messo nero su bianco risale al 18 dicembre del 2009, quando risultavano consulenze «per un importo complessivo di 844.620 euro», in particolare su temi già affrontati in azienda o non adeguatamente giustificate. E vengono citati esempi di consulenze da 30 mila euro, 55 mila euro, altri 30 mila euro per i servizi di supporto alla società Catullo; altri 120 mila per le strategie non aviation. Il collegio sindacale nella sua nota concludeva così: «è indispensabile che la società limiti le consulenze esterne alle sole ipotesi eccezionali, non rientranti nei compiti assegnati alle proprie strutture» e si sollecitava di «introdurre un apposito regolamento per disciplinare tetti di spesa, indicazione dei requisiti dei consulenti, procedure comparative e pubbliche, parametri oggettivi per i compensi». Ma da allora nessun regolamento è stato varato e nel 2010 e 2011 la spesa è sempre aumentata. Intanto il traffico passeggeri low cost è stato portato a Verona. NEL FRATTEMPO anche il traffico cargo non è mai stato realmente valorizzato. Nel dicembre 2010, l'allora presidente Fabio Bortolazzi aveva annunciato l'arrivo di tre compagnie: una africana, una turca e una cinese che dalla primavera 2011 avrebbero operato a Montichiari rilanciandolo. Un mese fa il nuovo presidente, Paolo Arena ha fatto il punto: «Quella cinese è atterrata una volta e si trattava di un cargo charter; quella africana e quella turca non si sono mai viste. O si firmano gli accordi o si chiacchiera». Ora si è passati dalle chiacchiere alle vie giudiziarie, e il procuratore di Verona, Mario Giulio Schinaia ha annunciato l'apertura di un'inchiesta che dovrà fare luce su tutto quanto.

Giovanni Armanini

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