Vilardi decisa:
«Lunedì targhe alterne»

INQUINAMENTO. L'assessore all'Ambiente del Comune ha sentito il sindaco Paroli e domani dovrebbe dare l'annuncio ufficiale. Senza dietrofront. Un aiuto è arrivato dal prefetto Livia Narcisa Brassesco, che è si è detta disponibile a chiudere le varie strade provinciali
17/02/2012
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Brescia: targhe alterne

Brescia. Se il tempo non cambia (e il meteo non lo prevede), da lunedì si andrà a targhe alterne. L'assessore all'Ambiente in Loggia Paola Vilardi lo ha deciso dopo aver sentito il sindaco Adriano Paroli, e domani con ogni probabilità darà l'annuncio ufficiale. Dopodichè «non ci sarà dietro front, neanche se dovesse piovere domenica». Tutto dipende dal responso che le centraline Arpa daranno per oggi. Ma se neanche il foehn che ha soffiato forte a San Faustino è stato capace di portare il Pm10 sotto la soglia dei 50 microgrammi per metro cubo (ug/mc), sarà difficile che avrà qualche effetto il venticello di questi giorni, o qualche goccia di pioggia prevista per il fine settimana. Il mercoledì dei Patroni ha segnato il 13esimo giorno di superi continuativi (ai 18 si arriva giusto lunedì). Grazie al vento il Broletto è sceso da 102 a 63 ug/mc, il Villaggio Sereno da 124 a 70, Odolo da 89 a 80, Sarezzo da 75 a 60. Solo alla centralina di Rezzato, per una volta, il Pm10 è precipitato da 112 a 45, unica a finire sotto la soglia dei 50 ug/mc. «Il vero disastro è dover dipendere dal meteo che cambia continuamente - sbotta Vilardi -, mentre tutti sappiamo che la circolazione incide eccome sull'accumulo di polveri sottili nell'aria». Con l'aggravante di «sale e sabbia sparsi sule strade nei giorni del gelo per prevenire incidenti e cadute». Contemperare esigenze diverse non è semplice, ma sembra diventato oltremodo difficile anche adottare un qualche provvedimento di emergenza. LO SCOGLIO insormontabile è la chiusura delle strade provinciali. Per quasi tre mesi i ventun sindaci dell'area critica e la Provincia hanno dibattuto per capire a chi spettasse la responsabilità di quelle strade, se ci fossero percorsi alternativi in caso di blocco e via dicendo. Quando tutto sembrava risolto si sono chiamate in causa Prefettura e Regione, e alla fine siamo  tornati punto e a capo. Ed è stato più che semplice per i primi cittadini sospendere la norma del blocco automatico dopo 12 giorni di Pm10 fuori norma, che solo qualche settimana prima avevano inserito nel Protocollo da loro stessi sottoscritto. Era di troppo difficile applicazione. Ieri pomeriggio, dopo gli ultimi mugugni di alcuni sindaci dell'area critica su alcune difficoltà che avrebbe creato la Prefettura, il prefetto Livia Narcisa Brassesco ha confermato la disponibilità ad adottare provvedimenti di blocco delle provinciali. Tuttavia «provvedimenti simili si potranno adottare solo a seguito di puntuali accertamenti di Arpa e Asl - precisa il prefetto -, dai quali si evinca l'indifferibilità e la necessità di intervenire per ridurre le polveri sottili e tutelare la salute dei cittadini». SI CAPISCE BENE l'esigenza del prefetto di avere una motivazione non impugnabile, prima di prendere una decisione che può limitare decisamente la mobilità delle persone sancita dalla Costituzione. Tuttavia Arpa ha già inviato in Prefettura una nota «permanente», in cui dice che i livelli di polveri sottili registrati in questo periodo sono tali da non richiedere interventi di emergenza. E Asl, va da sé, ne ha preso atto e ha confermato. I due enti, in realtà, non dichiareranno mai lo stato di emergenza sanitaria da Pm10. Ora, in vista della scadenza di lunedì, il prefetto Brassesco si aspetta che almeno Arpa dichiari l'opportunità, se non la necessità vera e propria, di una limitazione del traffico a targhe alterne. Se la comunicazione arriverà a palazzo Broletto, anche i tratti di strade provinciali all'interno dei Comuni sotto i 10 mila abitanti (per quelli più grandi basta l'ordinanza dei sindaci) potranno essere assoggettati alla limitazione del traffico per intervento della Prefettura. Al di là della querelle, tuttavia, Vilardi sembra aver deciso. «Per quel che mi riguarda non si può più tergiversare - dice -, e se decideremo noi per le targhe alterne, lo faranno anche gli altri Comuni del protocollo». E «lo faremo - scandisce - anche senza aspettare che Arpa e Asl si pronuncino». Vorrà dire che i municipi più piccoli «si assumeranno le loro responsabilità». Dopodichè, «non sarà facile ma dovremo affinare quel Protocollo», aggiunge Vilardi, convinta che anche Regione Lombardia debba intervenire e far la sua parte. «Non abbiamo altri strumenti - sottolinea -, e da Milano non possono lasciare soli i Comuni».COPYRIGHT

Mimmo Varone




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