La bomba sexy al banco
spacca in due Bagnolo

IL CASO. «Finchè non si minaccia l'ordine pubblico va bene. Divorzi in aumento? Barzellette». Clienti estasiati dal conturbante  abbigliamento della bar-woman. Fidanzate e mogli borbottano ma il sindaco smentisce sanzioni
23/02/2012
Zoom Foto
Grazie ai suoi abiti sexy e a un corpo statuario Laura Maggi è diventata la bar-woman più amata e invidiata del Bresciano

Bagnolo Mella. Se a Bagnolo Mella si materializzasse lo spettro buono di Andy Warhol, probabilmente un vodka-tonic al Le Cafè se lo farebbe volentieri. Eccezionalmente, però, lui forse non baderebbe più di tanto alle seducenti forme della bar-woman più famosa della galassia basso-bresciana.  Si sa, gli artisti…Probabilmente alla geniale Laura Maggi, tempo di un ritratto pop, le rinfrescherebbe il paradigma dei 15 minuti di celebrità; se poi fosse in giornata di grazia, magari le svelerebbe pure il trucco per fare in modo di conservarli bene nel tempo, ora che non sono più gli anni Sessanta e il ritocchino «sprint» è cosa d'ordinaria amministrazione (femminea e non).  Alt, alt: chissà mai che invece a Bagnolo ci passi David Bowie. Lui alla Maggi dedicherebbe la sua «Heroes» più charmant del millennio, guardandola fissa negli occhi mentre con la voce farebbe scoccare di brio stiloso il ritornello «Possiamo essere eroi, per un solo giorno».  Poi comunque rosicherebbe assai anche il Duca, un po' come certe signorotte in calza contenitiva che hanno fatto la voce grossa contro quel fenomeno comunicativo che si è rivelato essere la sexy-coniglietta «alla mescita».  D'ALTRONDE, LE SUPERSTAR a fare il ruolo della spalla mica ci sono mai state: perché il gallo nel pollaio può essere solo uno. Figurarsi se il gallo è una gallina…di quelle giuste poi, con tutte le cose al loro (fuori)posto e un senso commerciale avanti anni luce rispetto al refrain autoctono che comanda «pirlo, patatine, olive» e musi sgraziati dopo il lavoro.  Anche Bowie, alla fine pianterebbe bandiera bianca. Tornando nello spazio, non prima di averle stretto la mano. Alla vera diva, a Laura Maggi. Neo-musa di un intero paese e dei suoi abitanti al maschile. Di più: icona generazionale come e più dei sopra citati, nonché specchio riflesso di una tessuto sociale (di chiffon) che urla al mondo sdegno per un'ingenua farfallina all'Ariston…ma santifica gli stacchetti osé di Striscia «perché loro scoprono le grandi verità». Fatto sta che il successo del bar di Laura ha alimentato la gelosia e qualche leggenda circa uno stuolo di moglie fidanzate sul piede di guerra per le assenze prolungate di compagni e mariti ipnotizzati anzi, incollati alle sedie del locale. Alla fine la seducente titolare è stata convocata dalla Polizia locale: «Le auto parcheggiate in modo selvaggio attorno al bar penalizzano la vialibilità. Questa almeno il motivo ufficioso. L'ammonizione è diventata un boomerang per l'ordine pubblico invocato dal Comune. Bagnolo è stato preso d'assedio dal circolo mediatico e chissà stasera ci sarà posto libero a  Le Cafè. «Con la notte bianca si fatica a portare gente a Bagnolo. stavolta ci hanno assalito le televisioni» osserva con tono agrodolce il sindaco Cristina Almici. Mentre verso sera su Facebook, i fedelissimi del gruppo «Gli amici di Maggi Laura» montavano come la panna oltre quota quattromila, decollando in slanci di solidarietà anti-perbenista tipo «Laura non mollare mai!», tra bikini in lattice, calze a rete e fotomontaggi hard. Bacchettoni e libertini, finti bacchettoni e finti libertini: tutti insieme appassionatamente a benedire, nel bene e nel male, il clangore di un'operazione da mille e una notte.  FIGLIA DEL «SOLO» ESTRO appuntito di una barista col fiuto per gli affari. Una qualità, dopotutto. Come le forme scultoree e il bel visino che sfoggia dietro il bancone senza lesinar mostra di carne. «Nei limiti dell'ordine pubblico, il mio compito è di tutelarne l'attività commerciale - conclude il sindaco smentendo di essere a capo di una crociata puritana -. Che poi i divorzi e le separazioni in paese si siano impennati, francamente, mi pare una simpatica barzelletta, inventata per aumentare l'audience di televisioni e far vendere qualche copia di giornale in più». Già, le ordinanze comunali contro la seduzione per fortuna esistono soltanto nelle poetiche e pungenti strofe di «Bocca di rosa», l'inno antiperbenismo di Fabrizio De Andrè.

Elia Zupelli